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VINCENZO CAMUTI

dipendente comunale

…”la nebbia agli irti colli piovigginando sale”…

..Vincenzino ,appena ventiseienne,convolato a giuste nozze da appena due anni, aprì la piccolissima finestra dello striminzito bagno a balcone,sbirciò sui larghi scalini dell’erta ed il suo sguardo si perse nella vallata tormentata da raffiche di gelido vento e di vorticosa nebbia.-

Richiuse la finestrina senza vetri ed andò ad accostarsi al braciere, sconsolato, mentre il suo pensiero vagava nelle sconfinate praterie dei sogni perduti.--

Intanto,le feste natalizie, trascorse tra profumi di biscotti e cannella,ora si scioglievano nel disincanto di voti augurali disattesi da una realtà contadina che non lasciava scampo ,di un bisogno perennemente in agguato.-

Ed i suoi pensieri prendevano corpo .-Il magone cominciò a rodere il cuore e la mente di Vincenzino ed i fantasmi del passato si materializzarono nel destino di un bisnonno mai conosciuto,di un nonno con naso grondante ,di un padre prematuramente invecchiato, di un giovane col destino segnato.-

Dunque,un intrecciarsi di silenzi urlanti,di eloquenti sguardi ,di fugaci occhiate su muri martoriati per un’improvvisa e giusta decisione :il paesino montano non poteva rappresentare la conclusione delle sue speranze.-

Accatastate le poche masserizie sul trabiccolo del compare d’anello,scivolarono, lentamente, lungo il greto del torrente, sobbalzando su ogni iniqua pietra ,mentre respiravano l’agre odore della “petrolina” bruciata da un motore agricolo singhiozzante.-

Di tanto in tanto,il dolce incrociarsi con gli occhi di una spaurita “ragazza in attesa” ed il reciproco rinfrancarsi nel docile andare,ormai, su una lingua d’asfalto,alla soave musica di arpe e violini accarezzati dal vento.-

Brolo ne fu una effimera tappa,avendo sentito il fascino dell’ignoto oltre il promontorio del Capo,nel desiderio di confrontarsi con una realtà giovane,fresca,aperta in cui tuffarsi, con la complicità di amici di avventura.-

Rimessi i suoi panni su un motocarro,salpò alla volta di una dignitosa casetta,a due passi dal mare,in cui stivare il desiderio di una nuova vita,di nuove conoscenze,di un progetto per uno straccio di avvenire decente.-

E la vita scivolava tranquilla tra pappine per la folta prole,tra giornate di lavoro,tra profumi di zagara quando…

…quando il bravo Vincenzo,anche stavolta, mise fuori la testa dalla finestra del bagno,percorse velocemente il vicoletto stranamente luccicante all’incerta luce di un incerto lampione e capì che il… mare bussava alla sua porta.-

E fu un fuggi fuggi generale. Arraffati i pochi monili della moglie,presi i risparmi,con i figli piangenti,si proiettò fuori di casa ,meditando,scoraggiato,sulla forza della natura e sulla sua immensa sfortuna.-

Ma qui,lo “tsunami” casereccio ebbe ben altri benefici effetti.-

L’Amministrazione Comunale si diede una mossa,arrivò una confortevole casa ,arrivarono mobili nuovi,arrivarono nuove amicizie ed arrivò, anche ciò che doveva rappresentare una svolta decisiva per tutti.-

Un lavoro municipale temporaneo calmò le ansie,diede prestigio,assicurò il giusto e aprì la strada a nuovi traguardi.- Qualche decennio dopo, l’assunzione definitiva nei ruoli del Comune e gli scalini che,a poco a poco, lo avrebbero portato al vertice della sua carriera.-

La sua prima divisa ,indossata con dignità, lo vedeva operatore ecologico in zone particolarmente sensibili , per il suo attaccamento al dovere.-

Poi,un’altra divisa lo avrebbe visto destinato a lavori di attesa e custodia nel Palazzo Municipale,dimostrando un amorevole atteggiamento nei confronti di tutti.-

Quindi,ancora un’altra, con alamari e bottoni dorati, per essere stato elevato a dignità di Porta Vessillo Comunale, sotto lo sguardo ammirato dei suoi compaesani.-

Qualcuno disse di lui,un 22 ottobre,che tra le tante uniformi,al seguito della Madonnina,la più elegante fosse quella di don Vincenzo Camuti,orlandino doc,per grazia ricevuta .-

.E fu detta una grande verità.-

 Non godette tanto del suo giusto riposo terreno,avendo preferito quello celeste , nel 1998, a soli 72 anni d’età.-

13 settembre 2008-09-14

Tano Raneri

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