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Vincenzino Collica
nasitano

Lo intendevamo il "nonno" per quella sorta di partecipazione festosa che i giovani coetanei hanno nei confronti di amici,diretti interessati.

E gli interessati c'erano e come...!

Quattro baldi nipoti che del loro congiunto avevano "preso" temperamento e costanza, ma, buon per loro, avevano tralasciato l'incondivisibile interesse verso una inossidabile attenzione per muliebri fattezze .

Insomma, volenti o nolenti, il Nonno imperversava in lungo e largo per rinverdir memorie ormai cadute qual piuma d'uccello dondolante verso  madre terra. Ma, dall'indefettibile impegno profuso,è facile dedurre che non sempre al "valore mancò la fortuna"...- 

Malgrado la veneranda età, tuttavia, conservava un Suo fascino particolare che affidava ad un abbigliamento adeguato al retaggio di un'epoca che lo ebbe quale sicuro protagonista.Non era difficile,quindi,vederlo incedere, col Suo passo "lungo e ben disteso", desolatamente solo per Sua scelta, col Suo candido cappello sotto al quale i radi e ben curati capelli, scolpiti da sapiente spazzola, correvano dietro le orecchie, scomparendo dentro la camicia di seta dal colletto con foulard.

D'estate,poi, completo in lino bianco,scarpe con ghette,colletto aperto  e fiore all'occhiello:un vestire da "battaglia",  accompagnato da inequivocabili sguardi, non sempre graditi alle disincantate destinatarie.

Il decano,uomo altero con gli uomini, ma mai col gentil sesso,era un elemento di rottura. Cioè,era  persona che, forte della sua discendenza collinare, amava saltare a piè pari sulle convenzioni societarie, inventandosi canoni di vita sui generis e su misura. Continuò,dunque, a "rompere" anche con se stesso, quando, contravvenendo ad una caratteristica del Suo paese d'origine (Naso= Lo Sardo=Socialismo),scelse di andare controcorrente tra gli "sciabacoti" (pescatori orlandini), ponendosi a capo di un movimento "neo-nostalgico".

Ma, come si suol dire, "il diavolo fa le pentole,e non i coperchi", per cui non tutto andò bene al Nonno quando a chiusura di un comizio uno stridulo inintelligibile strillo si infrappose tra il Suo enfatico declamare ed il modesto uditorio: emozione che, purtroppo, non gli rese giustizia, ma che,anzi,lo consegnò nelle sicure mani di un sanitario amico.

Non ho più memoria del signor Collica, ma sono certo che, in linea col Suo carattere, non cedette neanche di fronte alla morte, congedandosi da questo mondo e dalle sue mollezze, sbattendo la porta.

Ciò accadeva nel 1964, ad 84 anni d'età.

                                                     Tano Raneri    

 

 

 

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