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Per non dimenticare...

ZIO SARO RANERI

   Secondo una teoria del sottoscritto, mai dimostrata, in ognuno di noi si celerebbe il "campione" che solo la concomitanza di circostanze favorevoli riesce a far emergere, malgrado tutto- 
Per esempio, cosa avrebbe potuto mai l'ottimo Barrichello se non avesse avuto modo di salire su una "Formula Uno"? 
E se Coppi fosse nato sulle pendici dell'Etna, da famiglia indigente, alle prese con muli e mulattiere, come avrebbe tirato fuori il suo "campione"?

Insomma, è la sola fortuna  che si fa arbitro dei destini di noi tutti, colpendo nel segno qua e là, senza alcun nostro specifico merito.-

Zio Saro, però, il "campione" se l'era cercato, scoperto e voluto, sia pure a metà, naufragando, poi, ad opera del fato, in un baratro senza fine.-

Secondo le mie informazioni, non esisteva nella zona un artigiano capace di costruire un carretto da cima a fondo, eccezion fatta per i due "boccali" di rame (il centro delle ruote).- E la falegnameria di via Letizia , somigliante più ad una piccola industria, andava per la maggiore sino a quando non fu deciso dal suo titolare che i confini di interesse gli erano divenuti troppo stretti .- Così, sull'abbrivio di "Faccetta Nera", decise di portare in Abissinia la Sua capacità, alla scoperta di un mondo nuovo dai confini indefinibili .-

E qui la fatalità giocò la sua prima carta!

Infatti, se invece di salire su una nave, zio Saro, fosse salito su un treno per il nord , probabilmente sarebbe stato un carrozziere di indiscussa fama .- Invece,non solo non costruì più carrozze, ma, fatto prigioniero dal Negus, per oltre dieci anni, si improvvisò barista di un bar rigorosamente di...legno .-

Ritrovò in Patria la Sua famiglia, ormai adulta, rituffandosi nel Suo antico lavoro in un tempo in cui il motore soppiantava la bestia da tiro .- Ciò nonostante, il Suo esercizio divenne meta di trabiccoli da aggiustare, ma di ripetere il rito della cerchiazione  di ruote se ne parlava sempre meno.- Finchè deluso ed avvilito non richiuse l'esercizio per far posto, ventura crudele, ad una officina perla riparazione, guarda caso, di automezzi.-

Tutto si era compiuto!

Il povero zio Saro, colpito negli affetti più cari, trascinò la Sua croce ancora per poco: finchè minato, anche Lui, da un terribile male, con ferrea volontà, non si lasciò morire d'inedia .-

Accadeva nel 1956.-

Tano Raneri 

 

 

 

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