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SALVATORE EMANUELE

Elettricista

 

Non so quante volte capiti a voi,ma per me, che vivo di ricordi,avvenimenti fortuiti,frasi già dette,inflessioni dialettali mi rimandano,spesso, ad antichi accadimenti come “assonanza” di una medesima storia a rima “baciata” .-

Tale è stato l’effetto,ad esempio, dell’imponente scirocco del 16 u.s. che mi ha ricondotto ,tra rami divelti,euforbie vilipese e cartelloni accartocciati a quei pali consunti della rete elettrica della vetusta “Centrale Minciullo” prescelte vittime,tanti lustri fa,nell’imperversare impetuoso delle calde folate Sahariane .-

Rimedio a tanto scempio, in un periodo in cui si “pavoneggiavano” i pochi banconi-frigorifero di due o tre gelaterie artigianali,il sempre disponibile don Salvatore Emanuele costretto a rizzare legni e ad affiggervi fili in condizioni,a dir poco,funambolesche .-

E là lo spettacolo era assicurato, per i molti giovanissimi di noi .-

Don “Sabbaturi da luci”,come sbrigativamente veniva chiamato,calzate ganasce e cinturone,si abbracciava al legnoso sostegno,raggiungendo il vertice dello stesso a cui avrebbe “legato” ,alla meno peggio,stante i tempi,i due o più fili elettrici,opportunamente allungati da trance di materiale dismesso .-

Vi era,per la verità,un altro signore che lo affiancava,ma per la popolazione locale restava sempre Lui,don Salvatore,un prezioso residuo di puntualità,cavi a parte,per assicurare quel minimo di conforto per una serata rischiarata da una povera lampadina,in un periodo in cui nemmeno il Cinema aveva certezza di una decente proiezione .-

Ovviamente,non tutto poteva essere “roseo” a fronte di impianti rabberciati,di turbine (Chrysler)al limite del collasso e di quel tecnico tuttofare che ne vantava le nobilissime (delle turbine,s’intende) discendenze .-

Ed ,in effetti,dei tre motori “vestiti” di smagliante smalto nero con pomposa aurea discendenza, solo il più piccolo lanciava segni di vita, erogando energia elettrica ad intermittenza ,con una intensità tale da far rimpiangere, ai nostalgici,i novantadue lumi a petrolio disseminati nei crocicchi del nascente centro urbano .-

E lì,in quelle occasioni in cui la “debacle” appariva insopportabile, le invettive e gli irripetibili epiteti,dal sapore un po’ scaramantico, si sprecavano, mentre l’ironia lasciava posto al rimpianto di un mondo antico dove la tecnologia,neanche a dirlo, non aveva diritto di cittadinanza .-

Solite messe in scena del carattere umano che, con disinvoltura, suole passare da un sottobraccio interessato ad un quasi crocifiggi per ciò che non sempre resta un inalienabile diritto alle proprie aspettative .-

Ciò nonostante,don Salvatore era veramente una persona benvoluta e stimata per quel suo saper sopportare, con “cristiana rassegnazione”, anche le persone moleste e per aver assurto,in ogni circostanza, a dignità di sacrificio quell’ attaccamento alla Ditta ed ai propri insoddisfatti compaesani .-

Uomo dalle grandi virtù, amico degli amici dalla mitezza indescrivibile,appartenne alla folta schiera della famosa “maggioranza silenziosa” che,ancora oggi, rimanda la valutazione dei propri preziosi servigi a quel “senno del poi” per cui si ottiene giustizia,purtroppo,solo ”alla memoria” .-

 Poi,con l’arrivo della SGES,ecco la sua collocazione fuori servizio dalla “Centrale”,ma non dall’attività che proseguì con impianti di vario genere,ivi compresi i primi archi a V capovolta con lampade da 40 W variopinte che irradiavano tanto un’aria di festa .-

Finché,ormai stanco, si dedicò alla cura di una campagna ,in agro di Naso,che raggiungeva quotidianamente,con una Lambretta, compagna di vita e di spensieratezza ,fedele amica e segreta depositaria dei tanti “bicchieri della staffa”in un periodo in cui era lecito affogare la malinconia in un mare di …rosso nettare .-

Morì nel 1983 a 73 anni d’età .-

Tano Raneri 18.04.2004