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NUNZIO PORTALE

Commerciante

“Commerciante e gentiluomo” così si sarebbe espresso il regista Taylor Hackford se avesse avuto la ventura di raccontare la storia di un uomo, Nunzio Portale,dalla avventurosa vita vissuta in simbiosi con un carattere che accettava,ma che non subiva.-

“Commerciante” vero,per aver dato un taglio nuovo a questa categoria di lavoratori fermi ai primordi di ataviche memorie,ma anche “gentiluomo” per aver introdotto in un ambito statico ed asfittico ,il senso di servizio,di signorilità,di rispetto per il cliente, gratificandolo con un sentito “grazie” ,ancorché ne fosse uscito  a mani vuote.-

Conobbi tardi il signor Nunzio Portale,ma di lui ne sapevo l’esistenza attraverso una preziosa foto che lo vedeva in divisa da calciatore,accanto ad un altro “divo” della pedata paesana.-

E da ciò che mi proviene, pare che, nell’agone ,malgrado svettava al di sopra della media,ci mettesse tanta passione da apparire una gazzella dalle snelle gambe nell’atto di inseguire un…leone in debito d'ossigeno.-

Poi,da giovane entusiasta,ancora sulle ali della sua innata idiosincrasia per le mezze figure,la sua partenza per il "corno d’Africa", a seguito del grido di “vittoria o morte” delle patriottiche armate, per una fede che non lo avrebbe mai più abbandonato .-

Nunzio Portale , a prima vista non seguiva i canoni della prole “don Coniana”,di nasitana provenienza,che voleva figli dal fusto imperativo come una quercia centenaria e dalle perentorie posizioni.- Piuttosto longilineo,agile,poco ingombrante era del tutto dissimile al resto della prole dai robusti bicipiti e dalle larghe spalle.-

Però, in fatto di idee e giovialità dimostrava una duttilità da primo della classe,un adattamento alle varie situazioni, più o meno impegnate, facendo ricorso ad una sonora coinvolgente risata regalata attraverso i suoi piccoli “baffetti da…sparviero”.-

Nel 1946 ,con la restituzione di se medesimo alla Madre Patria,si compiva la sua campagna d’Africa e si aprivano pagine di normale esistenza.-

Da qui la nuova storia del commerciante Nunzio Portale.-

Ritornato " o Capu",ebbe l’intuito di continuare la sua attività da prigioniero civile di guerra,con l’aprire il suo negozio di generi alimentari nell’angolo tra via Piave e via Volta in ciò che restava di agibile di un grosso fabbricato ,diventando ,in breve, l’esercizio di riferimento.-

Un monolocale, con retro bottega, piccolo,semplice ma ben sistemato in cui il signor Nunzio eseguiva le sue performance di bon-ton ,di gentilezza ,dilagati,poi, come un'onda anomala, sugli altri restanti gestori sempre  attenti alle novità del settore.-

Con il negozio ,si compiva una svolta determinante nella vita del signor Nunzio,giovane brillante,quando, galeotto il pane quotidiano, risboccio' la promessa d'amore che lo avrebbe visto giurare,tra il gaudio di tutti, eterna dedizione alla sua Angelina, perfetta ed amorevole sposa.-

Il completamento ,purtroppo,non giunse con i figli che non arrivarono ,ma col credere incondizionatamente in un Essere Superiore,complice,forse,la moglie, a cui lui dedicava una attenzione di cui si legge ancora oggi su una targa nella Chiesa Cristo Re, a futura memoria.-

Una fede adamantina,ferma, incrollabile che alimentava, sempre ed in ogni circostanza, ricorrendo ad atteggiamenti che la sottolineassero come,per esempio, un lieve segno del capo rivolto alla sua Madonnina ,lassù sul monte,ogni qual volta  attraversava via Veneto.-

Esageratamente preso ? No,solo coerentemente rispettoso col dare a Dio quel ch’è di Dio ...-

“Vedi? La tua preghiera non arriva neanche al soffitto” era il richiamo affettuoso e tenero verso i familiari un po’ distratti nel rivolgersi all’Onnipotente ed in questa sua efficace,colorita espressione si rifletteva il suo modo di essere, quando la scelta era inevitabilmente perentoria.-

Lasciatemi, però,che in tanta seriosità io spezzi una freccia per il così detto scanzonato mio modo di ricordare.-

Una cosa piccola,piccola, quasi impercettibile,data la statura del personaggio.-

Ebbene ,SI,il signor Nunzio si inventò anche il “mezzo caffé” .

Infatti,da grande consumatore di questa bevanda,raggiungeva veloce il bar Aiello,a due passi dal negozio, dove le signorine confezionavano il suo unico sorso nel caricare il filtro con mezza dose di malto nuovo e mezza di malto esausto.-

Una sua invenzione,delicatamente passata per buona ,ma che non ebbe,come per la sua cortesia commerciale, validi emuli nei restanti rappresentanti del settore.-

Raggiunse la pace del Signore  nel 1994, all’età di 85 anni.-

23 maggio 2007                                                                      Tano Raneri