Home   |   Personaggi   |   Racconti   |   Poesie   |   Cose così  

 

GUIDO GALIPO’

Bancario

Il tempo scorreva sornione lungo gli argini di una comunità in stanca attesa dell’imminente festa ,avendo consegnato alla storia del Natale i sereni convivi familiari e la lunga e gioiosa ansia dei vacanzieri scolaretti.-

Ora, era un anonimo 29 dicembre,un giorno sacrificato sull’altare di feste importanti, che ci portava, a grandi passi, verso il nuovo anno,quando un’atroce notizia echeggiò per l’aria ,ruppe il torpore delle menti e, come un affilato dardo, penetrò nei cuori di ogni orlandino.-

Guido Galipò aveva reso l’anima a quel Dio che aveva tanto amato.-

La notizia si allargò in ogni dove, gesti di disperazione accompagnarono l’ incredulità popolare,mentre lo straziante grido di una giovane vedova si fissava ,indelebilmente,nella mia memoria.-

Ho partecipato con trasporto a questa immane tragedia.-L’ho vissuta perchè legato da un grande affetto e senso di riconoscenza a questo nostro fratello che della sua equità , nella gestione della “res publica”,di cui reco personale testimonianza, ne aveva fatto un inderogabile impegno e della bontà un suo irrinunciabile credo.-

Ma non era solo questo,Guido.-

Nell’intitolare questo mio profilo, ho sostato non poco per trovare una qualifica che lo presentasse  nel modo più adeguato, ma la ragione ha avuto il sopravvento a motivo della rettitudine del mio sempre giovane amico che mai avrebbe accettato soluzioni di comodo, specie per una questione di immagine.-

Dunque,”bancario” certo,ma anche un funzionario sottratto alla “politica onesta” verso cui,immancabilmente ed ineluttabilmente,si sarebbe rivolto a tempo pieno,se avesse avuto la ventura di dribblare il suo tristissimo fato.-

Fui accanto a Lui quando,forse undicenne,da “Aspirante”, mi esibii ,solo tra tutti,in una estemporanea performance, gratificandolo con un “Quido” beneficamente anonimo,durante una votazione ecclesiale, di cui ancora oggi ne arrossisco.-

Fatti ed immagini,vissuti nella giovane età, accovacciati in un angolo profondo della  memoria, prepotentemente riemergenti per offrirti delicati momenti di riflessione.-

Tuttavia,oggi,”reo confesso” ,mi ritengo fortunato per aver,involontariamente,con la mia infantile inadeguatezza,suscitato un suo spontaneo sorriso che spero si rifletta ,anche ora,in quel “cielo”, lassù, dove la sua incrollabile fede lo ha sicuramente adagiato.-

Da allora fiumi di vita si riversarono nel mare dei buoni propositi.-

Con quell’aria da “bravo ragazzo”dal volto sorridente,dallo sguardo proteso al saluto,dall’incedere sicuro e marziale su una pingue in lieve conflitto con un abbigliamento sempre sobrio ed elegante, quel bravo ragazzo, raccolse attorno a se consensi ed apprezzamenti tali da renderlo una sicura futura scommessa .-

A quel suo primo incarico di giovanissimo Presidente degli Aspiranti, ne seguì uno,qualche lustro dopo, più temporale, con il Segretariato dei giovani Democristiani.-

Dunque,Presidente Diocesano dei Giovani Laureati, su calorosa proposta del Vescovo ,Mons. Pullano e Presidente dell’Azione Cattolica locale.-

Poi,da maturo politico, l’elezione a Consigliere Comunale,ad Assessore alla Pubblica Istruzione ,a Commissario Straordinario del nostro Comune in un momento molto delicato della realtà locale e,da qualche anno,fulgido esempio, per vocianti bambini, nell’oratorio della Chiesa Madre intestato a suo perenne ricordo.-

Tuttavia,ciò che faceva di Guido una persona veramente speciale era il suo indefinibile modo di offrirsi,buono,accomodante,partecipativo, doti affogate in appena un pizzico di aristocratico tratto,retaggio prezioso di una educazione familiare improntata ad antichi, collaudati schemi.-

Costruttivo atteggiamento che profuse, nella sua gestione Commissariale del Comune ,verso i suoi concittadini e  nell’espletamento della sua attività di funzionario di banca, verso le esigenze dei fratelli più indifesi.-

Mai uno sgarbo,mai un atteggiamento autoritario,mai una arroganza da questo ragazzo che Dio volle rimanesse sempre giovane nel nostro ricordo, accogliendolo ad imperituro esempio anche per i suoi pargoletti orribilmente privati di una insostituibile guida e di una fonte inesauribile di amore.-

Morì a Palermo nel 1970 all’età di 36 anni.-

16 novembre 2007   Tano Raneri