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DON PEPPINO AIELLO

 

Dal riverbero dei miei ricordi,che mi offrono ora nebulosi luoghi,ora onirici personaggi,frugo nella mia infanzia,cerco lontane memorie ed ai confini della mia mente,dove ogni cosa fibrilla,confuse immagini si concedono alla mia catarsi,offrendosi come in un “gioco a nascondersi” .-

Così,mi ritrovo bambino,ma senza coetanee presenze,senza gioiosi confronti,schiacciato da una irreale dimensione che mi vuole troppo piccolo al cospetto di un lunghissimo,infinito marciapiede e mi rivivo indifeso,ma con un’unica grande voglia,un unico grande desiderio:coglierne l’essenza e percorrerlo tutto .-

Ora un orologio,anzi no,un’antica veglia,posta su una grossa radio, si dà al mio recupero ed un vorticoso rincorrersi di cose si incastona ,come in un puzzle,in stralci di vita vissuta,in motivi andati da sempre .-

Le ore 15,le tre pomeridiane:l’inizio dei miei “pellegrinaggi” !

Poi le quindici e dieci, e venti,e mezza per ridurre i tempi,ancora dopo,fino a “meno cinque”perché si compisse il miracolo delle ore “sedici”,le “quattro domenicali” .-

E là,ma sempre in anticipo,la sicura mano di un grande uomo mi porgeva tre lire per il cono,tante quante ne occorrevano perché il mio desiderio venisse soddisfatto .-

Quindi,il marciapiede da percorrere a ritroso,verso l’Edicola di mia zia Maria,mio rifugio,ed il felpato passo,dalle piegate “zampette”,l’uno dietro l’altro,perché si scongiurasse il precipitare dell’agognato premio settimanale,il mio gelato al limone .-

Dall’altro lato della mia voglia,qualcuno,più in alto di me,a cui porgevo le lire,mi accarezzava con un tenero sguardo,dolce come il suo sorbetto .-

Era don Peppino Aiello:l’uomo dei miei desideri,delle mie speranze estive,dei miei sogni realizzati !

Me lo ricordo minuto,un po taciturno,incrociare le sue intese con la signora Ninfa che,immancabilmente,figlie permettendo,reggeva “cassa” con scrupolosa attenzione .-

Cominciai a crescere subito e crebbe anche don Peppino,ma non crebbe molto il suo locale per quella sorta di fatalità che non sempre premia le persone oneste .-

Però, la dignità no,quella non cedette e la moglie,dalla graziosa frangetta su un rubicondo viso,si sostituì al marito,caduto sotto i magli di un pernicioso male .-

Nei miei ricordi di nuovo l’oblio,il distacco da ciò che più non mi colpiva fino ad oggi che,sentimentale per vocazione,non posso fare a meno ,nel giocarmi la schedina da Cosimo,di ripercorrere l’ormai breve marciapiede,fino al “Bar Aiello” di un tempo,con i suoi gelati al limone dal sapore di alba...-

 

Ne sono certo ,nessuno può morire se vive nei ricordi degli altri,neanche don Peppino che ha popolato i sogni di un bambino di quasi sei anni e mezzo d’età .-

Morì nel 1964,a 69 anni d’età.-

Tano Raneri  (14.01.2004)

 

 

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