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DON CONO SINAGRA

(tradesman)

 

…e dici “perché”…

…,perché,perché…,perché, di fronte all’imponderabile non c’è premonizione alcuna che abbia un logico fondamento .-

Per esempio,don Michelino scendendo verso piazza Matteotti per un sorso d’acqua pubblica,nello scegliere gli scorrevoli bordi dell’acciottolata via Volta con la sua traballante bici,per quella cosa dell’imprevedibilità,si “fottette” dentro la cunetta dell’ANAS andando a rompere una quortara ed un bummulo di terra cotta di proprietà del signor Cono Sinagra,commerciante ,che non riusciva a farsene una ragione .-

E don Michelino ?

Don Michelino rimandava tutto al mittente,mettendoci un “carico da undici”,col richiedere un risarcimento per impedimento oggettivo a percorrere una pubblica cunetta .-

Naturalmente,erano altri tempi in cui il tentativo di una ingenuità poteva provocare una sonora risata e qualche estemporanea bevuta piuttosto che una “querela” da affidare alle fauci di un costoso raro legale .-

Ma ,procediamo con ordine .-

Ciò che oggi è la via che dal bivio di S.Martino porta giù al piano non era altro che una bretella che,innestandosi ad ipsilon sulla SS 113,qualche centinaio di metri ad ovest dall’attuale incrocio,si sviluppava lungo la via Nazionale Naso (oggi via Libertà) ed ancora verso via Veneto per raggiungere poi ,dopo piazza del Littorio (Piazza.Matteotti), la stazione attraverso via Volta.-

Va detto,ma solo per conoscenza,che in origine la proprietaria di questa arteria era la FS  che costruiva secondo le regole dell’azienda,affidando,sempre,a cunette trapezoidali la raccolta della acque piovane (lungo via Nazionale Naso e lungo via Volta ) da convogliare verso preesistenti canali naturali .-

Fu, dunque, un gioco da ragazzi,per chi scendeva al piano o chi tornava dalle americhe di individuare ai lati di questa via validi motivi di insediamenti urbani .-

Anche don Cono Sinagra non sfuggì a questa regola.-

Tornato, con la fida moglie, dagli USA,attorno al 1920,si fece costruire una casa ai bordi della cunetta di via Volta,impiantandovi un esercizio di vendita di fronte a quella che sarebbe divenuta una delle più importanti ditte del circondario di nome Natale Messina e figli .-

Ma se ne guardò bene dall’entrarvi in concorrenza tanto che si diresse,in primis,verso le stoffe aggiungendovi,via via, la merceria e le terre cotte,articoli ignorati dalla ingombrante vicina .-

Don Cono Sinagra,per sua natura,era un essere mite,pacifico,dalla dizione storpiata per la sua lunga permanenza negli USA alla cui lingua ricorreva incessantemente per l’uso di frasi già fatte la cui conoscenza travalicava i confini degli States .-

Una sua incontestabile qualità era la pazienza ed il sopportare con rassegnazione le persone moleste.-Motivo a tanta forza d’animo quel suo lavoro in Alaska,alla ricerca dell’oro tra silenzi ancestrali interrotti dal gorgoglio di torrenti o dallo starnazzare di qualche gallinaccio ,tra timori di rapine e privazioni di ogni genere .-

E,pare,che la fortuna non mancò dal momento che c’è chi giura di aver visto con i propri occhi ben tre pepite grosse quanto un uovo di gallina, volontariamente offerte alla gioia di un caro amico in un raro momento di rilassamento del proprietario .-

Altregenerosità di don Cono ?L’offrire al godimento delle orecchie dei suoi amici e parenti le dolci melodie irradiate dalla sua “recchio”, radio,prima in paese,unitamente a chissà quale altra attenzione dal momento che era solito riceversi visite a scadenza di tanti “preziosi”clienti .-

Silenziosamente ,abbandonò questa terra nel 1961 a 85 anni d’età.-

Tano raneri (1.02.2004)

 

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