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DON SINIBALDO COPPOLINO

Commerciante

 

C'era una volta...

Così cominciavano le favole di un tempo, affidate alla fantasia di chi le raccontava, in cui realtà e finzione si fondevano nella magica atmosfera di un remoto passato.

Racconti di vita e di fatti, appena, appena, appesi ad un filo che desse una parvenza di credibilità; di personaggi, sopratutto, ingigantiti da un disimpegno temporale in cui il ricordo sovrasta la memoria e vicende e luoghi si fondono come in un gioco a rincorrersi.

Così che...

C'era una volta un negozietto di generi alimentari,  all'angolo tra via Veneto e via Trieste dagli scaffali sempre vuoti, dal bilico che non pesava mai, dal modesto bancone in cui troneggiava una "marziana" bilancia automatica (unica in paese).

Qualcuno diceva che don Sinibaldo, un pezzo d'uomo tutto d'un pezzo dal nome intrigante, l'avesse portata dall'America, dove non c'era mai stato;altri, invece, pensavano ad una dotazione degli "Alleati" per via che quell'esercizio era abilitato alla distribuzione, con tessera, di generi alimentari di prima necessità.Già proprio di prima necessità poichè per tali "generi"  si doveva intendere, almeno in quell'epoca, solo il pane che la signora Angela, moglie e braccio destro (e anche sinistro) del titolare, provvedeva ad infornare, badando che non si asciugasse troppo.

In effetti, anche se chi si dava più da fare era la signora, al signor Coppolino, uomo probo ed onesto, non difettava furbizia e sagacia tanto da sapersela cavare anche tra i tortuosi meandri della "burocrazia",riscuotendo primati da "guinnes".

Infatti, a proposito della bilancia automatica, il signor Sinibaldo, forse primo al mondo, scoperse a sue spese, la ,ormai famosissima, tangente.

Correva, dunque, l'anno di grazia 1948, o giù di li, quando il solerte funzionario di un Ente preposto capitò per caso (?!) nel suo esercizio , verbalizzando l'irregolarità di un bilancione costruito, a regola d'arte, da un...fabbro locale.

La perfetta esecuzione del manufatto non ammorbidì il verbalizzante, ma neanche lo incattivì, lasciando intravedere uno spiraglio che salvasse "capre" e ...licenza, tanto che, il nostro commerciante, preso il coraggio a due mani ed il treno come poteva, si precipitò in quel di Messina, ritornandosene con una bilancia a sfera di ben quattromila lire...

E mentre il rosso trofeo, meta dei ragazzi della zona, troneggiava sul balcone, all'angolo del marciapiede si ergeva, maestoso, il primo celeste "totem-distributore" di carburante del paese, rigorosamente senza benzina, ottenuta poi, malgrado tutto, facendo di necessità virtù...:la lezione aveva sortito i suoi effetti !

Prima che me ne dimentichi, il Suo nome in omaggio a S.Rosalia che di cognome faceva così.

Morì nel 1957, a 78 anni di età.-

 PS.:L'anno da cui datano i miei ricordi  è il 1943 (avevo  8 anni) e cioè da quel periodo che,comunemente,veniva inteso come "immediato dopo guerra".- Sconosco,dunque,la storia precedente del "negozietto" di cui al testo che precede .-                                                                                          Tano Raneri      

 

 

 

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