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CONO SANTAROMITA

 

Pescatore

 

Per chi avesse avuto voglia di recarsi a S.Gregorio, negli ultimi anni 40, vi era un’unica opportunità di accesso, via terra, attraverso la vecchia stradina scoscesa e tortuosa che,dalla Nazionale, conduceva al borgo marinaro, vicino casa Damiano .-

Ma chi avesse avuto voglia di godere del più bel sorriso che mai madre natura abbia stampato sulle labbra di un nostro simile,non poteva che inoltrarsi verso un nugolo di barche a riposo per goderselo, offerto con generosità, dal suo benemerito titolare .-

Costo di tanta giovialità poco o niente.

Bastava, cioè, entrare nel “regno” di una persona che della amabilità ne aveva fatto un credo da offrire a chiunque si spingesse fino al cuore del villaggio per godersi una “siccia” (seppia) appena pescata o una salmastra boccata di aria pura.-

La mia prima volta a S.Gregorio,ad opera dell’Istituto Scolastico di Padre Longo,mi offrì,oltre al paesaggio di incomparabile bellezza ,una estemporanea lezione sulla marineria locale tenuta,con chiarezza di esposizione, da quel Cono Santaromita con cui una reciproca stima avrebbe ,poi e per sempre,sottolineato il nostro amichevole rapporto .-

Si era in un’epoca in cui ognuno,funzionale alla propria attività,rappresentava ciò che era nel contesto di una società che aveva delegato a pochi l’incombenza di proseguire gli studi ed ai troppi .la sola opportunità di inventarsi ed emergere .-

Cono Santaromita,ligio al mandato,impersonò, in loco ,il giusto tipo di autodidatta ed, in ristretti campi di intervento ,governò il vascello della sua esistenza verso porti di sicuro conforto .-

Ancora giovane,sull’abbrivio di una famiglia marinara,imparò ad amare il mare, conoscendolo in ogni suo palpito ,in ogni suo nascosto anfratto .-

Rifiutò ,dunque, la via dell’espatrio, investendo tutte le sue energie in un campo in cui bastava una notte d’inferno perché si rimanesse in ginocchio,divenendo armatore di ben quattro “ciancioli” (lunghe barche per la posa delle reti) e 63 uomini d’equipaggio.-

Poi,da Presidente della prima cooperativa “Tra pescatori di S.Gregorio”,assicurò ai suoi collaboratori ogni beneficio previsto dalle leggi ed a lui l’ingrato carico di un disagio inaspettato per problematiche del tutto sconosciute .-

Ora il “cianciolo” era rimasto solo uno,le attività innumerevoli,e la nostalgia tanta .-

Scelse di rimanere ,da autonomo,nel campo della pesca e del salato,rivolgendo però lo sguardo al circondario ed ,in particolare,ad un frantoio che lo vide impegnato per anni ,ma con un occhio rivolto sempre al suo più grande amore .-

Risalì,dunque, sulla barca non prima di essersi “infilato” nella compravendita di agrumi e,seguendo la vocazione del luogo,nella locazione di appartamentini per il crescente interesse turistico-balneare per la ormai famosa “baja dei pescatori” .-

Ancora in tarda età ,riservava al mare il prezioso residuo di forze il cui prodotto distribuiva tra una privilegiata,esclusiva clientela che lo aveva seguito ed apprezzato in tantissimi anni di impeccabile correttezza .-

La sua ultima pubblica attività, il rimessaggio di decine di imbarcazioni da diporto affidate,per sua felice intuizione,al nascente Club Nautico ,fiore all’occhiello della diportistica di zona .-

Infine, una perniciosa malattia lo minò nel corpo e nello spirito, senza misericordia, consegnandolo alla ricordo di quanti lo apprezzarono nella sua instancabile vita di prezioso amico .-

Malinconico sfavillio di memorie …affidate al mormorio della risacca di un benevolo mare di giada .-

Morì nel 1985 a 73 anni d’età.-

Tano Raneri (20.03.2004)