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CONO PORTALE

Gestore di macelleria

In piazza Matteotti,dove una ricca edicola mostra,ancora oggi, le sue grazie,prima che il Consorzio Agrario vi istallasse le tende, c’era una macelleria gestita,manco a dirlo da un nasitano .-

Eravamo attorno all’anno 1930,ad appena un quinquennio dall’ottenuta autonomia ed a non più di tre anni dal passaggio dei poteri, quando il signor Cono Portale,prese armi e bagagli,e si trasferì in Capo d’Orlando, dove,per la sua specifica attività, avrà dovuto far ricorso a tutte le sue  risorse.-

Oggi, forse si parlerebbe di “impatto insostenibile,”specie per quel rancore che si era sviluppato tra le due cittadinanze per via della resezione,non indolore,di una buona fetta di territorio nasense.-

Perché,dunque, tanto coraggio ? Per due motivi: il primo dei quali più importante rispetto ad un altro dalle sfaccettature complesse ed imprevedibili .-

Il signor Cono Portale,trattando materia tanto deperibile poteva rischiare una deblaque ad opera di una comunità in carenza di simpatia per i vecchi amministratori ,ma poteva anche innescare una spirale di gelosia in una agguerrita famiglia omonima ,macellai per antonomasia, già da tempo in esercizio in via Colombo .-

Ed ,invece,proprio per il carattere gioviale,ma anche riservato del neo arrivato, non solo non si rinfocolarono passati dissapori,ma neanche scoppiò,come i più si aspettavano, la guerra della …carne macellata fresca .-

Il signor Portale aprì la sua prima macelleria in via Crispi ed al piano terra della casa di proprietà del signor Vincenzo Damiano, sensibile ai bisogni dei suoi ex compaesani, trasferendosi, successivamente,in casa Arcodia, forse più comoda per una famiglia in via di…sviluppo.-

Qui ,in quest’ultimo sito,salotto buono per gli orlandini, la sua casa  divenne in punto di riferimento per tutti i coetanei della prole ,amorevolmente accolti dalla signora Caterina, cui era demandato il compito delle …pubbliche relazioni .-

Da ciò,si potrebbe,erroneamente, propendere per un carattere schivo o poco comunicativo,ma,come era in uso nelle famiglie di quell’epoca,i ruoli familiari venivano scanditi da un pendolo i cui rintocchi richiamavano gli interessati a mai scritte regole di menage familiare .-

Una famiglia,dunque,dai contorni ben definiti in cui ognuno assolveva ad un compito, ivi compreso il ruolo di figli in carriera scolastica, dove la pace e la concordia, per la squisita  amorevole delicatezza di una mamma, regnava sovrana ed ineludibile tra le mura domestiche .-

Non so quante volte don Cono si sia recato al cinema o se mai conobbe il piacere di una vacanza, ma dalle cognizioni che mi provengono da situazioni comuni a tutto il terziario, il “relax” ,cioè lo stacco dal lavoro,doveva essere un inconcepibile optional mai praticato .-

Dunque ciò che rappresentava una lecita concessione non varcava, a volte,i confini del marciapiede antistante l’esercizio,dove una accogliente, disponibile sedia ti proiettava,da osservatore incuriosito,sull’andiriviene di una piazza ora presa da alacre frenesia, ora vestita in gran festa per lo struscio serale.-

Unica deroga a questo tran-tran infinito ,la vicina Società di Mutuo Soccorso, denominata “L’Avvenire”, dove i vari soci, di cui- don Cono- ne era uno, si avvicendavano alla ricerca di un momento di relazione che, tuttavia, non esulasse dalla pur minima parvenza di distacco dai doveri… d’istituto .-

Poi l’esplosione,come per molti, di una “botta di vita” con l’acquisto di una Moto Bianchi,vestita di nero e scintillante di cromo-dorature tenute in grande e sfavillante spolvero dai coinvolti destinatari .-

Un mezzo necessario perché la distanza tra questo centro,sua nuova patria e l’antico ed indimenticabile amore, dove ben cinque germani ne testimoniavano la sua appartenenza,si accorciasse di quel tanto da appagare quel mai sopito bisogno di sentirsi filiarmente sempre presente .-

La sua unica ed innocente voglia gli sarebbe stata fatale .-

E ciò che sa di insopportabile prevaricazione per i tanti fumatori accaniti,suona,ancora oggi,per i suoi due figli, come un’onta alla ragionevolezza,all’autotutela , come una smania di osare per una via, purtroppo,già percorsa e senza fortuna .-

Perché il signor Cono Portale concesse troppo poco di se al superfluo e quel tanto poco gli costò un prezzo veramente eccessivo.-

Con lui scomparve un esercizio di riferimento,ma scomparve ,soprattutto,una persona mite,rispettabile ed un degno figlio adottivo di questa nostra Capo d’Orlando .-

Morì nel 1972 a 63 anni d’età .-

Tano Raneri (16.01.2005)