Home   |   Personaggi   |   Racconti   |   Poesie   |   Cose così  

CONO CASILLI

Caliaru

 

In un ambiente piuttosto risicato,dove i confini dello stesso andavano di pari passo con quello del “centro urbano”, qualsiasi novità faceva notizia e chiunque ne era deputato a divulgarla .-

Quel che riusciva a scuotere la sonnolenza degli abitanti non era certamente ciò che oggi può interessare un cittadino moderno,ma la solita “fuitina” o qualche disalcionata da un recalcitrante mulo,essendo che rovesci economici,divorzi, tribunali,ecc. erano merce di non facile reperibilità .-

Ma c’era anche un altro modo di fare notizia,da far increspare le labbra e corrugare la fronte all’ascoltatore molto retrivo ad una passiva accettazione della novità .-

Qual che potesse essere tale modo non è facile circoscrivere specie quando si prendono a prestito inaspettate sparate storiche, stampate sulla distaccata espressione di un insospettabile, perché ne assumessero una passabile credibilità .-

E don Cono Casilli ne fu portavoce di una di queste .-

Di fronte all’Hotel Valenti ,in un periodo in cui aveva destinato quel posto per il suo esercizio di calia al minuto,vi era un fatiscente avanzo di ottocentesca memoria, che veniva  offerto come reperto storico, avendovi,secondo Lui,il Casilli,” riposato Garibaldi con il suo luogotenente, Nino Bixio” .-

Trovata per mascherare o protesta per un obbrobrio che gli ambientalisti di oggi avrebbero definito di grande impatto ambientale ?

Don Cono Casilli che,come Paganini, non si ripeteva, portò con se questo “terribile” segreto .-

E se ne portò anche altri come ad esempio la giusta cottura dei ceci perché non si rammollissero;la giusta gradazione di sale per le fave “caliate”perché non assetassero;la giusta cottura dei semi di zucca perché restassero candidamente appetibili .-

Veramente sulla bancarella svettava anche un variopinto canestro di bottigliette ,ma sulla segretezza del contenuto di queste non siamo disposti a scommetterci, per la troppa affinità con le multicolori gassose fatte a mano dalla ditta Cucinotta .-

Poi l’assortimento si fece più completo, con l’arrivo di giocattoli di semplice fattura e di minimo costo .-

Don Cono Casilli era un uomo sul cui viso il nostro “caliente” sole aveva scolpito profonde tracce ed il mare un’abbronzatura tipicamente sud-mediterranea .-

Alto,dai capelli brizzolati ,solenne nell’aspetto,dalla insofferente giacca blu sulle spalle, si offriva all’avventore “squadrandolo” dall’alto in basso per via di una estrema miopia corretta a stento da onnipresenti occhiali .-

Nelle domenicali performance ,si produceva in calibrati movimenti per “piazzare” la sua bancarella su cui svettava una copertura a forma di tenda canadese ottenuta da un lenzuolo e lucide canne ,con trasporto a cura della affettuosissima moglie .-

Già ,la signora Antonia,sua fedele compagna,ma anche sua procacciatrice di ceci,di fave,di semi e di quant’altro,produttrice di figli,di cui due partoriti nell’espletamento delle funzioni di coadiutrice ed ancora, sua segretaria e suo “avvocato difensore” in un regno del “fai da te “.- .-

Infatti,il serafico don Cono ,piuttosto restio ad acquisire posizioni estreme con chicchessia,lasciava che la sua dolce metà ne assumesse le difese, prodigandosi,poi,a ricondurre a miti consigli una moglie piccola, feroce ,con un temperamento di fuoco .-

Si racconta,ancora,che quando la “banda del sabato”,di cui ne era il decano, decideva di riunirsi in una osteria fosse gradito il preavviso di qualche giorno per adeguare le scorte di vino per la circostanza  e qualche minuto per la signora Atonia perché organizzasse l’immancabile  recupero di un marito in… “picchiata” .-

Se è’ storia vera o scoop epocale non è facile da capirsi giacché i racconti ,come sempre,tendono ad un “remember”romantico di un nostalgico passato remoto .-

E non saremo certamente noi ad oscurare la magia della storia minuta di epoche andate in cui,ad una realtà non sempre generosa, veniva contrapposta l’inconsapevole voglia di reagire senza mistificazioni,nel bene e nel male,nella gioia e nel dolore,nel benessere e nel bisogno perché quelli erano tempi per veri uomini in un mondo destinato ad uomini veri .-

Morì nel 1976 ad 82 anni d’età.-

Tano Raneri