CICCIO
FRANCO
Istruttore
scuola guida
Forse è la persona più giovane,ancorché più
sfortunata, che sta per essere annoverata nei personaggi ,notoriamente
in là negli anni,che fanno parte di questa mia raccolta.-
Però un motivo c’è e va al di là
dall’essere stato mio compagno di elementari (lui era più grandetto)
e dall’essere stato l’artefice della mia patente (1957) a prima
botta,in quel di Barcellona P.G.-
Ciò che mi spinge tuttavia è un episodio
talmente ancorato nella fantasia di un adolescente da restare,ancora
"oggi",una cosa che,vista anche con gli occhi di "oggi", ha, davvero,
dell’incredibile .-
In un periodo in cui le braccia non erano mai
troppe, Ciccio fu inviato dal padre,suo perfetto omonimo,di
professione carrettiere, a scuola di maniscalco perché imparasse
quell’arte che più stuzzicava il suo interesse, dal momento che di
mezzi di trasporto ne aveva più di uno.-
Dunque, il figliolo ,ligio ad ogni disposizione
patriarcale, si recava ogni mattina presso l’esercizio del signor
Lipari in via Veneto (accanto all’attuale Banco di Sicilia) dove una
“pinnata” posta in rientranza rispetto al marciapiede,ospitava
detta attività impraticabile in caso di pioggia.-
Ma Ciccio,serio e puntiglioso, sapeva come
coprire i tempi morti,dando fondo al suo estro coll’inventarsi,all’età
di appena 13 anni,una pistola autarchica perfettamente somigliante ad
una vera e, come tale, funzionante.-
Con un pezzo di tavola sagomata allo scopo,un
bossolo di moschetto vuoto ed una molletta per bucato costruì una
sputafuoco ad avancarica che permetteva di lanciare sassolini verso
tutto ciò che avesse la compiacenza di farsi sforacchiare.-
Bersaglio preferito ? Le multidecorate pale di
fico d’india di un giardino vicino che,in precedenza,si erano
prestate a riceversi frecce tratte da ombrelli ormai destinati ai
soliti giovanissimi…inventori.-
Ma come Cicciuzzu faceva a dargli dentro ?
Sarebbe troppo lungo, dirvi come un aggeggio
semplicissimo, successivamente interamente metallico,fosse stato
costruito da un quasi bambino;vi basti ,tuttavia,sapere che,molto
probabilmente,qualcuno tarpò le ali al povero Ciccio che capì
come,confusione o no, certi limiti non potevano essere valicati,
neanche per diletto.-
Passò ancora qualche anno e Ciccio Franco fu
costretto nuovamente a rivedere le sue modeste aspirazioni dal momento
che il padre, ora proprietario di un automezzo, aveva immolato i suoi
quadrupedi sull’altare della teoria secondo la quale un animale
mangia sempre ed un autocarro no.-
Ora il giovanissimo Francesco Franco era il
solerte seguace di un vecchio meccanico di importazione di cui,prima o
poi, dovrò dire.-
Non ricordo più come e perché o forse ne ho
appena memoria il caro Francesco abbia lasciata l’officina
meccanica,ma so per certo che ,come al solito,si era reinventato
organizzando,non senza problemi, la prima autoscuola abusiva di questo
Centro,poi regolarmente istituita. e frequentata-
Ed aveva visto giusto dal momento che la sua
famiglia,nuova di conio, ricevette un impulso tale da benedire per
sempre il Ministero dei Trasporti,la Motorizzazione Civile,le
Associazioni di categoria ed
i tantissimi giovani che si avvicendarono ,affidandosi alle sue cure.-
Per questo lavoro e per quello mio, lo incontravo
spesso,ma sempre fugacemente,fin quando,ormai adulto compresi che il
Ciccio dei miei giovani anni non si era dissolto,ma si era nuovamente
trasformato,ora per hobby, in un provetto falegname che si
costruiva,nel suo attrezzato laboratorio mobili ed infissi per alcune
delle sue tante bellissime case.-
Me lo ricordo alto ,con una testa coperta da
ricciutissimi ed invadenti capelli, sormontante un collo non
lunghissimo,montato su un fisico asciutto ed atletico,ma
ricordo soprattutto il suo carattere buono,dolce,amichevole
senza ombra d’arroganza per una meritata posizione economica di
tutto rispetto .-
Mori giovane,ad 54 anni d’età ,nel 1988.-
Tano Raneri (18.11.2003)
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