CAV.CASIMIRO
PICCOLO DI CALANOVELLA
Nobile
…il pur breve tragitto fu greve.Un silenzio
tombale calò sulla macchina ed ognuno di noi due inseguiva i propri
pensieri ,trattenendo il respiro…
Poi il posteggiar dell’auto sullo spiazzo e una
sorta di imbarazzo per la scelta dell’una o l’altra rampa ,andando
istintivamente a sinistra, lato più consono alla nostra
,diciamo,attitudine…sociale.-
Lo scampanellio di qualcosa ruppe il silenzio e
ciò che doveva apparire quasi una “prima donna”,si manifestò in
tutta la sua nobiltà terrestre,in tutta la sua semplicità.-
Introdotti come si conviene,con uno slalom
esplicativo attraverso i tanti cimeli custoditi nel grande salone, tra
casseforti medioevali,vasi di dinastia,acquarelli,fotografie e
quant’altro,il nobil’uomo ci mise a nostro agio ed in condizione
di far,finalmente,ordine nella nostra confusa mente,anzi… nella sua
confusa mente.-
Sua,di chi ?
Sua,propria medesima del Commissario
Regionale,Dr. Giannoli,per un anno qui a dirigere la cosa pubblica,al
cui seguito ero stato destinato dallo stesso,per, un incarico, per così
dire,…sportivo.-
Sprofondati in due capacissime poltrone,al
cospetto di ciò che si poteva intendere per tale,essendo quella del
Cavaliere Casimiro la preferita ,ma anche la più storicamente
abusata,si diede fiato alle trombe.-
Non si parlò a lungo del problema,preferendo
dare alla cosa il taglio di una doverosa visita istituzionale, né,del
resto l’ora ed il luogo stimolavano approfondite riflessioni .-
Ricordo,anzi,che in quell’ambiente, calato
nella penombra di persiane socchiuse, dove la pausa falciava l’aria
priva di rimbombo, sembrava che il tempo si fosse fermato a qualche
secolo prima e che fantasmi in catene cigolanti si fossero defilati in
attesa di esercitare la loro atavica…professione.-
Una vecchia armatura,situata in un angolo,
silenziosamente,sembrava continuasse a proteggere gli aristocratici
abitanti del maniero e tra teche e piedistalli ciò che si palesava
nella mia testa era l’ atroce sospetto, affidato alle più tenebrose
delle previsioni :pugnaleranno prima me o il Commissario ?
Ma non feci in tempo a dar corso alla tremarella
che un soave profumo di caffè si sparse per il salone seguito da lì
a breve da una donzella in nero con collettino e cuffia bianchi uscita
,tra le tante cose,.da chissà quale porta segreta,che
mi offrì il destro ad altra amara riflessione: sarà il veleno
!
Ma,fortunatamente, non accadde nulla.-
Offrii una prosaica “Super con filtro” al
manieroso titolare che accettò con sussiego, riscuotendo,più
prosaicamente,in cambio delle sue “Nazionali” il mio intero
pacchetto e la sensazione che,nobili o non nobili,l’abitudine di
“fottere” il suddito era ben radicato nel DNA e “sbummicava”
anche nell’Evo a venire.-
Però mai detto fu più pertinente du “Surici
ca nuci” perché il Commissario intuì,essendo anche Lui un
“procubo” (uomo di peso), che in quel luogo
tra storia e realtà vi intercorreva solo il candore di un
nobilissimo personaggio su cui perfino la guerra era passata come un
caldo soffio di scirocco.-
Altro appuntamento,dunque, altro caffè ed altro
scambio di interi pacchetti, finché,al terzo incontro,data della
firma, anche il Commissario si raccomandò.-
Mi fu chiesto che i pacchetti fossero presenti
perché con la firma della bonaria e gratuita cessione del terreno le
speranze pedatorie dei giovanili ardori cittadini trovassero sfogo nel
campo sportivo di via Trazzera Marina.-
Questo solo un aneddoto perché il personaggio ha ben altro spessore evidenziato nelle tante
pubblicazioni edite sulla Famiglia Piccolo di Calanovella .-
Morì nel 1970 a 76 anni d’età.-
Tano Raneri
|