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CARMELINO PERDICHIZZI
commerciante

...cosa ricordi di tuo nonno?

La domanda, volutamente provocatoria,non colse di sorpresa Emanuela, notevole ragazza saldamente ancorata ai miei affetti, che diede l'unica risposta logica e possibile. Immediatamente,  fissato lo sguardo nel vago, il suo viso perse il sorriso e dalle sue labbra 
mai sinfonia più eccelsa di parole

 si innalzò per qualcuno che non si è mai conosciuto!

Accordiamo, dunque, credito all'incanto di una dolce fanciulla sul finire di un giorno d'estate, per un amorevole nonno della cui magica carezza il destino volle privarla anzitempo senza indulgenza alcuna. -

Carmelino Perdichizzi era originario di Barcellona P.G. dove visse finché  "Cupido" non pretese che il fascino di una bella orlandina colpisse il Suo cuore.

Rappresentante di olii minerali, lavoro connesso alla Sua attività di meccanico, si spingeva fino al "Capo", Sua meta preferita, per via di quel sentimento chiamato amore che, complice una elegante "Giardinetta Fiat", doveva sconvolgere i piani della Sua esistenza. Visse, quindi, per questa Sua estrazione popolare, anche i risvolti antipatici di un padre dissenziente finché, come nelle storie dei romanzi d'appendice, aiuto di baldi, futuri cugini "quasi" disinteressato, non sorresse la giusta, appassionata tenzone.

Versatile per natura, orgoglioso quanto ostentatamente elegante, nella Sua nuova veste orlandina rifuggì dal ruolo di gregario, conquistandosi sul campo quel vezzeggiativo che mai più lo avrebbe abbandonato.

Creò e gestì il più importante esercizio televisivo introducendo l'invadente apparecchio in tantissime abitazioni sui tetti delle quali si "concedeva" in spettacolari e spericolate esibizioni, sicura promozione per i Suoi pregevoli ricevitori.

Per la natura del Suo carattere estroverso e cordiale, offrì il fianco alle incursioni degli universitari dell'epoca la cui ingombrante presenza nel Suo esercizio alla ricerca di novità discografiche, spesso coincideva con l'avvento dell'ultimo prezioso cliente. E non smise mai di vivere appieno i Suoi impegni sia che "Generale Inverno", imperversando, lo conducesse al "Ripetitore RAI" o che gradevoli circostanze lo impegnassero in momenti di relax familiare.

Ma, come tutte le favole, anche quella di Carmelino si concluse !

Troppo presto, troppo in fretta giacché la Sua vivacità non riuscì a sottrarlo all'agguato della scellerata morte che lo piegò come reciso fiore di campo.

Fu rapito ai Suoi affetti nel 1961, all'età di 44 anni.-

Tano Raneri  

 

 

Tano Raneri.com -