notevoli gesta

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ANTONIO CAIOZZO

Maresciallo della Marina Militare

…un lieve e soave soffio si sparse per tutta la marina,come  un ristoratore zefiro primaverile ed un battito d’ali ruppe il silenzio di un paesino su cui iniziavano a stendersi le prime ombre di un giorno qualsiasi-…

Il signor Miragliotta,vecchio lupo di mare,scrutò l’immenso,abbasso lo sguardo, vide la rena color rosa pallido da cui mille ed ancora mille occhietti scrutavano verso piazza Caracciolo e gli si strinse il cuore.-

Qualcosa stava per accadere in quel Primo Dicembre del 1972 !!!

La mattina del giorno dopo, la notizia si sparse repentina,serpeggiò come un fulmine impazzito tra i vicoletti dell’antico rione,dilagò sulla piazza principale e quieta si adagiò nelle preghiere di quanto lo ebbero per amico.-

Il Maresciallo Antonio Caiozzo,sottuficiale della marina Militare,pluridecorato,comandante dei fari più importanti della Sicilia e della Puglia in tempo di guerra,aveva reso l’anima a Dio,serenamente ,alle ore 21 del “ giorno dei gabbiani” che vennero a tributargli l’estremo omaggio.-

 

Ebbi la fortuna di conoscere quest’ “Uomo” i cui confini mentali travalicavano ogni concepibile ancoraggio a futilità,per librarsi ,con signorilità e stile ,in un mare di sereno e pacifico dialogo.-

Con lui,ancor giovanetto,ebbi la percezione che il rispetto reciproco non passa attraverso una semplice notazione anagrafica,ma proviene da un modo di essere,da una educazione le cui radici affondano in una scuola che non lascia alternative ad improponibili deroghe.-

 

Non fu mai ingombrante,il Capo Caiozzo,non si erse mai a maestro di vita ,non sconfinò mai nell’altrui tolleranza,ma come uomo d’armi,lasciava che fosse un urlante silenzio il perchè dei suoi rari ed interessanti interventi.-

Non si raccontava, non amava “incensarsi”,rifiutava il protagonismo ,preferendo defilarsi come a custodire nel suo animo le gesta di una vita che non poteva essere barattata con il tran-tran quotidiano di un paesino appena nato.-

 

Eppure,ne avrebbe avuto cose da dire…!

La sua vita da militare, che lo vide comandante di importanti avamposti di natura strategica al cospetto di un nemico subdolo e nascosto, gli valsero il riconoscimento di notevoli gesta con ben cinque medaglie  al valor militare e la promozione a sottotenente di Vascello.-

Infatti,dalle poche e scarne notizie che accompagnavano la sua candida divisa di sottufficiale,pare che, per il suo ineguagliabile senso del dovere ,non furono pochi gli avvistamenti notturni di naviglio nemico pronto a violare le coste della nostra Patria.-

Secondo una storia che sa di sinfonia, si seppe che, per un suo provvidenziale intervento nel ripristinare il suo faro danneggiato con una lampada a petrolio,scongiurò il naufragio di alcuni natanti civili in rotta di collisione con una scogliera sottoflutto.-

Si dice che il suo senso di responsabilità e l’attaccamento al lavoro,non gli permisero mai di godere di un giorno di riposo,condividendosi con i suoi gabbiani, che nidificavano sulle rocce, i rari momenti di relax.-

 Concluse la sua vita terrena amorevolmente accudito dalla moglie,signora Giuseppina nell’affetto della figlia Mariella e dei nipoti che ebbero la fortuna di conoscerlo.-

 

Questo e molto altro si sarebbe potuto dire del Capo Antonio Caiozzo, sol che avesse avuto voglia di narrarsi,quella voglia che riscontriamo nel nipote Massimo che racconta del nonno con una ammirazione ed un’enfasi adeguata a riesumare le gesta di un personaggio che ebbe in dono di vivere in un’epoca di autentici eroi.-

Lasciò questo mondo a 89 anni d’età.-

25 agosto 2006                                                                        Tano Raneri