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ANGELO (Ianciulinu) NAPOLI

Invalido

 

10 Agosto (Pascoli)

 San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

 

Si raccontava,attorno ai bracieri accesi,tanto tempo fa, che alle anime sante delle persone che avevano vissuto il loro calvario su questa terra,il buon Dio permetteva che, una volta l’anno,il “10 Agosto”,vi ritornassero su una “stella cadente”.-

E più le sofferenze avevano segnato il loro cammino da queste parti e più in cielo la cometa era scintillante di luce.-

Forse,ora,qualcosa è cambiata.

Al cospetto di uno sfavillio,più prosaicamente,oggi,è d’uopo esprimere un desiderio il più bello ed impossibile che ci sia.-

Rivedere ,anche per un attimo,i nostri cari perduti ?

Saremmo in un’altra galassia.

No,ma piuttosto il bisogno di soddisfare, per se e per altri, necessità temporali contingenti,pressanti,inderogabili  dettate dalle difficoltà o dall’agognare del momento.-

Certo,per vagare nell’infinito spazio della mente umana, non basterebbero tutti gli aerei del mondo,ma per tornare un solo attimo a ridimensionarsi non ci vuole poi granché.- Basta solo un pizzico di umiltà.-

A qualcuno, questo, è accaduto,il “10 Agosto”.- Ad uno,come me, che non vuole ancora piegarsi alla rinuncia di volare è accaduto, questo dieci agosto;mi è capitato  di pensare che l’unica “stella cadente” apparsa attraverso la tenue foschia di una serata ingenerosa ,fosse il caro nostro concittadino Angelino Napoli .-

Una scia lunga oltremisura,luminosa da squarciare le tenebre dell’universo,limpida come un raggio laser pari,pari a tutte le sofferenze sopportate su questa terra da un Cristo nato solo per patire e pagare un tributo di dolore e di morte.-

La beffa del destino ? Quella di avergli attribuito delle “ali”, che più che librarlo in cielo, dovevano zavorrarlo,tanto da farlo precipitare nell’abisso di indicibili sofferenze.-

Già,un nome,Angelo,il suo,che ancora oggi implora pietà al cospetto di tanto sfacelo,per lui e per la povera Signora Angela ,sua madre adottiva, tanto vicina alla Mamma Celeste e, come lei, inchiodata sulla Croce del suo unico Figlio.-

E non vi fu clemenza neanche quando l’ Istituto di Igiene Mentale di Messina,chiamato diversamente, accolse i resti di un ragazzo,che non seppe rimettere assieme per restituirlo dignitosamente alla società che,frettolosamente,glielo aveva affidato.-

Tutto,ormai, si era compiuto in quel 1948!

 

Cosa aggiungere d’altro ?

Forse serve dire che fu sempre incredibilmente buono e rispettoso ?

Che l’unica sua voglia di essere lo affidava alla tolleranza del Capo della Banda Musicale di turno ,per le vie del paese?

Che il suo candore lo recava nei panni di Babbo Natale ?

Che non fu mai deriso per certo abbigliamento in contrasto con la durezza di un corpo ormai adulto ?

Non serve aggiungere altro,salvo che mettere in evidenza come sempre,in circostanze simili,il nobile animo di ogni Orlandino che ha vibrato di tenerezza per un fratello veramente sfortunato,quando,ormai orfano e solo,appariva in balia di se stesso.-

Ed era quanto dire.-

Prevalsero,però, le Istituzioni.-

Elusa l’ultima onta,fu seguito a vista,lavato,curato,amministrato ed accreditato presso un ristorante dal Corpo dei Vigili Urbani,di cui ne diventò un nobile impegno,da lui ricambiato con bei saluti militari dai contorni un pò fuori misura.-

Non so quanto abbia potuto godere su questa terra quest’ uomo-bambino,ma se “tutto è relativo”,è il caso di credere che,il nostro beneamato fratello,sfuggendo ad ogni regola costruita dall’uomo per un mondo a sua necessità, si sia creato un universo a proprio uso e consumo, vivendoselo alla grande “con gli occhi sorridenti di un bambino”.-.-

Morì nel 1999 a 65 d’età.-

Tano Raneri 23 agosto 2005