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SALVATORE REALE

 

Invalido di guerra

 

E così hanno pure brindato !

Hanno brindato alla “devolution” !

“Dio salvi la mia pensione”,visto che i confini di questa Italia si stanno riducendo a quelli di casa mia,per di più senza giardino e …forza Cina .-

 

Ha visto ,signor Salvatore Reale,cosa Le stanno apparecchiando ?

Stanno imbandendo la tavola dell’Amor Patrio con una sequela di provvedimenti tali da capovolgere l’assetto sociale della nostra terra, tanto da renderla sempre più meno “nostra”.-

 “Ed il mio sacrificio”,dirà Ella ?

Giusto chiederselo:il Suo sacrificio,signor Reale, resta solo ed unicamente un Suo gesto di grande abnegazione dal momento che ,là,sul Carso, in quell’ultimo Suo assalto alla baionetta verso le trincee nemiche, non vi era nessuno di quanti oggi si stanno “spendendo” per la così detta modernizzazione di questo povero nostro stato in disarmo .-

Certo,hanno brindato,purtroppo,versando Champagne (!?) nel cavo del suo arto di legno perché gli emuli di Rosmunda dessero inizio alla “devolution” di pochi contro il volere dei più .-

E, come vede,la sapienza contadina non finisce mai di stupire:”u pulici,s’incazza pa stricata”.-

 

Non mi sovviene granchè della sua vita,signor Reale, per una questione di semplici date,ma da quel poco che posso rammentare, una grande profumo di buono e di pulito mi assale, ripensando alla Sua composta dignità  di uomo provato.-

Ricordo,ancora,quanto la Sua delicatezza ed il Suo tratto compito e delicato venivano sottolineati da quel pudico  sorriso che  offriva nelle  rare relazioni e quanto  il suo pesante incedere,punteggiato da un grosso bastone, La librava nell’aria dei giusti con possenti ali d’aquila .-

Quanti eroi dimenticati,signor Salvatore !

Quante gesta relegate, fastidiosamente, in quel noioso  cerimoniale del “4 Novembre” tenuta in vita dal dovere d’ufficio di un  Sindaco di turno.-

Cosa ne sarà di questa ricorrenza non è facile sapere,ma sta di certo che,deposto in soffitta il senso di Patria, questo Tricolore, fonte di tanti sacrifici, sarà l’ultimo sudario sulla memoria dei tanti caduti per dovere,noti od ignoti che fossero .-

Perché sessanta anni sono tanti,anzi troppi per chi non ha voglia di fare memoria.-

Gran brutta cosa la riconoscenza,signor Reale !

 Ogni qual volta ti assale il prurito di ricordartene,una frettolosa grattatina te la ricaccia nel dimenticatoio perché,in fin dei conti,tu allora non eri neanche nato .-

Ad Ella,a tacitazione del Suo avvenire dolorosamente contratto;a compensazione della solitudine cui è stato  condannato;a risarcimento di tutte le sue tante sofferenze ,ha avuto una medaglia ed un…tabacchino in periferia.-

Cosa voleva  di più ?

Già,cosa si può pretendere di più, avendo scansato a piè pari (perdoni l’ironia) quel macabro avvertimento sul fumo che avrebbe potuto renderLa perfino complice delle altrui nefande scelte di …vizi .-

Vede,signor Reale,quanto è stato fortunato ?

Il “fumo uccide”, ma Ella,fortunatamente,di già non era  più,come i non nati dalla corta memoria di quella lontanissima pagina di storia patria .-.-

 

Riposi in pace,signor Salvatore Reale,eroe di altri tempi,nelle verdi praterie del cielo dove non sarà certo una gamba di legno a farlo sentire un invalido di guerra negletto e dimenticato per volontà di una parte di noi italiani, ormai, a mezzo servizio .-

Mi creda .-

Morì nel 1969 a 69 anni d’età.-

Tano Raneri  (15.10.2004)