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CAUSERANO ROSARIO

Portabagagli FS

 

 In un periodo in cui credere nel disconoscimento di ogni forma di umana considerazione poteva produrre incondivisibili risvolti di vita, lungo le strade della nostra cittadina si continuava a consumare , il dramma di nostri simili scarsamente baciati dalla dea bendata.-

Uno di questi uomini puri il signor Rosario, costretto com’era ,nell’inseguire la diuturna prebenda,all’uso di un pesantissimo carrettone targato FS ,espressamente ideato per il martirio del suo utilizzatore.-

Ma lui , il devotissimo amico di tutti, riusciva ad alleggerirsi questo macigno ricorrendo,com’è tipico delle persone dalla larga fantasia ,a renderselo più leggero,perfino più “nobile”, ricorrendo al semplice escamotage di sentirselo un’auto d’epoca,una leggiadra “Balilla” dal petulante clacson.-

Così come il gallinaccio di americana letteratura nello sfuggire al nemico willy-coyote,lui sostituiva ai “beeep…beeep” un più prosaico  “piiiii….piiiii”…,nasale,ben intonato,lungo quanto il suo fiato,utilizzato nel giusto modo per eludere il dolore di una condanna senza appello.-

Ed era talmente somigliante da riuscire a destare la meraviglia di chi,ignaro, lasciava il passo ad un “pesantissimo” traballante veicolo dai cerchioni ferrati, spinto a mano, nel sottopassaggio di via Consolare Antica.-

Un suadente ,immancabile sorriso ,quasi d’obbligo, era la giusta mercede per un uomo dalle mille risorse e l’immancabile autogratificazione il suo ricambio,annunciandosi come l’arrivo “sul primo binario” di un disincantato treno diretto…verso un suo nuovo trasporto di bagagli.-

Era, veramente, un personaggio ,il signor Rosario Causeranno, per tutti “pacco” in ossequio all’abitudine di identificare l’uomo con la sua attività.-

Come tutte le persone semplici , usava il quotidiano più per il gusto di goderselo che per la necessità di viverlo e da questo,il quotidiano,appunto, traeva degli spunti di vita vissuta che avevano perfino dell’incredibile.-

Amava,per esempio, portare qualche grosso osso,miracolosamente scampato al suo desco, ad un  cane randagio con cui scambiava qualche tenero sguardo,ricevendosi, in cambio,il clone di un andamento traballante non proprio da ballerino.-

Amava dissetarsi con un quarto di vino ed una gassosa,dando fondo a tutte le sue risorse nello scambiare il suo stomaco per un otre senza fondo.-

Amava ingaggiare gare all’ultimo fico d’india e ripetersi con chili di spaghetti al semplice sale ed olio con ignari avventori in lunghissima attesa.-

Visse tanto,il signor Rosario e quel tanto di cui godette lo passò, quasi interamente, al servizio volontario di una stazione ferroviaria che oggi non gode di alcun presidio.-

Ricordo che sotto l’opera alacre di questo uomo semplice, la nostra “Capo d’Orlando-Naso” fu premiata quale luogo di accoglienza particolarmente pulito ed ordinato.-

Ma ciò che oggi concorre a ricordarlo,più che le mie scarne parole, è un coro di angeli elevato al cielo da Salvatore che ,con dolcezza filiale ,mi pose la domanda: “ma perché mio padre non c’è ?”

Giusto,mio caro amico,una omissione imperdonabile (come per le tante altre ), a cui pongo rimedio con  immenso piacere perché don Rosario è stato un collant prezioso tra un’epoca consegnata alla storia del nostro paese con i suoi semplici protagonisti e quella attuale in cui il viverla,ancorché da cittadini rispettosi, non ci consegnerà se non all’oblio dei tanti, troppi indaffarati amici di viaggio.-

Rese l’anima a Dio nel 2004, a 84 anni d’età.-

08 luglio 2009-07-08

Tano Raneri