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FEDERICO  ROSSI

tuttofare

 

 

Questo Signore dal cognome sinonimo di genericità,ha condiviso con noi,orlandini,almeno quattro lustri della nostra storia, quando la comunità era affetta da sindrome di mancanza di identità per via dei riflessi un po’ qualunquisti,oggi più che mai attuale .-

Non è un mistero,infatti che questa cittadina,nata ufficialmente il 27 settembre del 1925,abbia cominciato a dare il suo primo vagito nel 1927 quando già stavano per verificarsi i primi rimescolamenti di…sangue a opera di nasitani,ma anche di brolitani,mistrettesi,longitani,ecc.ecc.-

Poi,nel 1950 l’inizio della grande immigrazione da quelle comunità più importanti dove cercare di far collaborare lo stomaco con la mente era veramente una grande impresa.-

Non so per quale motivo od a seguito di chi,il signor Palermo (così era chiamato Rossi) giunse in questa cittadina con moglie e figli.

Anche se dall’appellativo sembrerebbe proveniente da Palermo,dove, del resto, era nato nel 1916,quindi un palermitano,dall’idioma ciò appariva quanto mai improbabile poiché il signor Palermo disquisiva in linea con l’Accademia della Crusca,piuttosto che in uno dei più familiari dialetti siciliani.-

Ed a seguito di chi ?

Le molteplici attività del signor Rossi non davano adito a nessun dubbio:egli era un circense o,quanto meno,un innamorato della commedia dell’arte .-

Così che,ogni qual volta appariva all’orizzonte un circo equestre attrezzato alla meno peggio od una filodrammatica da magazzino (non vi era teatro),il signor Rossi veniva impiegato a tempo pieno in certe performance da lasciare esterrefatti.-

Lui,in prima persona ,si faceva carico di pubblicizzare.la presenza dell’ospite salendo sui trampoli ed attrezzato con  megafono perché tra la via Nazionale Naso e la via Roma,ultimo baluardo del paese, si fosse a conoscenza che il divertimento era “servito” .-

Poi,deposti gli alti attrezzi, assumeva l’incarico di preziosa  “maschera” di modo che la conoscenza dei personaggi importanti della comunità con  annessi e connessi evitasse alla direzione della  “cosa”di turno  una crisi diplomatica da far levare baracca e burattini per manifesta,come si dice oggi, …incompatibilità ambientale.-

Era il feroce periodo “dei parenti del serracco”:per cui chi si prestava al gioco veniva ammesso a godere con parenti ed amici ,pena il disinteresse, l’ostilità e la beffa .-

Ma il signor Rossi non era solo questo.-

 Si interessava di qualche sporadico volantinaggio,affiggeva manifesti,curava la pulizia dei nostri calciatori,curava il Cinema Odeon  e, per la sua attitudine all’ ”organizzazione,”veniva adibito a qualsiasi lavoro ad un’unica,anzi due condizioni:che ci fosse da guadagnare subito e che nella funzione Lui vestisse panni circostanziali (uniformi),curati dalla moglie secondo sue precise direttive .-

Mai in una qualsiasi manifestazione fu visto privo di indumenti adeguati ,ora con giubba, alamari e bottoni lucenti,ora con cravatta e giacca impreziosita dai soliti bottoni perchè,sosteneva che “il decoro rende dignitosa la funzione ed autorevole il porgitore” .-

Certo,signor Rossi,fino a quando un Ufficiale di Cavalleria in borghese,di passaggio dal Roof- Garden ,nel mostrare il suo pass, Le ha ,inopinatamente,spento la voglia di apparire,togliendoLe la gioia di fregiarsi dei  bottoni d’ordinanza di quella disciplina.-

Tanto inopinatamente,signor Rossi,da far arrossire,per solidarietà con Lei,perfino un estraneo diciottenne appollaiato dalle sue parti e per Lei trepidante.-

Non so quando ci ha lasciati e neanche dove si trova il gigante buono di tanti bambini,e non voglio neanche saperlo giacchè Lui continua prepotentemente a scandire il tempo di una mia età saldamente ancorata a questo eccezionale personaggio.-

Tano Raneri (11.11.2003)

 

 

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