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FRANCESCO MANGANO

 

Imprenditore edile

 

Lo intendevano l’ “architetto” per quel suo perfezionismo nell’esecuzione dell’opera, per quella sua puntigliosità nella scelta dei materiali, per quel suo sottile ed esasperato senso dell’estetica da cui non derogava , non scendeva a compromessi .-

Per questo, forse non saranno state tantissime le abitazioni che ha costruito, ma ,sicuramente innumerevoli i prospetti affidati alle sue perfette cure e le tombe monumentali realizzate .-

Due sole piccole grandi cose mi vengono, però, alla mente.-

Il pregevole prospetto del Cinema e Bar Odeon, i cui grandi cubi di cemento sfidarono l’usura del tempo ed un modestissimo esercizio sul lungomare Andrea Doria i cui tenui colori pastello su finte lastre di pietra resistettero alla salsedine ed agli impetuosi venti di mare.-

Parlare ,però, del signor Mangano solo in questi termini, sarebbe come volerlo collocare in ambiti che, ancor da morto, mal tollererebbe .-

Infatti, essendo stata persona di una coerenza senza eguali, impersonò sempre la correttezza e la rettitudine, anche quando posizioni di rottura gli potevano essere di pregiudizio o nocumento .-

Dunque ,uomo che in tempi duri si professò un antifascista,continuò a credere nei valori di una sinistra popolare, dibattendo le sue idee con una passione ed una pertinenza tale da rendere interessanti,perfino agli avversari, le sue tanto disquisizioni politiche .-

Militante del Fronte del Popolo, ai tempi dell’effige di Garibaldi, non pose ostacoli alla sua fede socialista ,seguendo quel partito per il quale aveva tanto penato .-

E non si fermò,quando ancora,dovendo scegliere tra la dirigenza in una nuova sinistra (La famosa “Bicicletta”), e la militanza nel PSIUP, si prese questo ulteriore carico, portandosi dietro l’onere di una scelta estrema .-

Certo,estrema, per un’atmosfera politica maltollerante verso gli estremismi, sia a destra che a sinistra, del così detto Arco Costituzione .-

Ciò che caratterizzava,tuttavia, il signor Franciscu Mangunu era quell ’atteggiamento da tribuno che traspariva da tutti i suoi interventi nell’immancabile proscenio del Bar Bristol, luogo deputato a dibattiti estemporanei .-

Una figura robusta,la sua,dove un corpo ben scolpito,muscoloso, sorreggente un collo possente su cui un viso volitivo dai lineamenti regolari, riscuoteva l’indiscutibile rispetto, al di là di ogni più lecita argomentazione .-

Ma era un uomo buono, una persona rispettosa dei principi basilari del vivere in ambienti ben definiti, piccoli o estesi che fossero, nei quali non tirò mai acqua al suo mulino; neanche quando un baratto amministrativo poteva, in qualche modo, renderlo più…”alla moda”.-

Preferì assicurare una dignitosa vita alla famiglia; godere di una benevola considerazione;girare per le vie con una decorosa bicicletta, condotta, quasi sempre, a mano .-

E non riservò per se mai nulla .-

Mai momenti di relax extra familiari;mai evasioni di fine settimana;mai ciò che,secondo i canoni dell’epoca, poteva significare un inutile spreco .-

Visse di corrette regole, di deferenze giuste e meritate, di apprezzamenti elargiti con generosità, ma mai abbassò il capo in segno di capitolazione, neanche quando l’inesorabile percorso della vita gli mostrò i margini di un abisso che non riuscì,purtroppo, ad evitare .-

Morì nel 1976,a soli 67 anni, in silenzio,avendo scritto , a suo modo, un modo semplice,efficace ,esemplare, pagine di storia locale intrise di grande umanità.-

 09 aprile 2005-

Tano Raneri