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FIOCCO CONO

Commerciante

Piove,ma come piove…

 Una salutare mattinata di pioggia che,speriamo,spazi via i minacciosi venti di scirocco,le fastidiosissime zanzare “africane” e quel senso di appiccicaticcio che senti sul tuo corpo quale ultimo colpo di coda di una estate abbastanza  lunga e petulante .-

Ciò che ,tuttavia, non condivido è che,ormai ad ottobre inoltrato,arrivino i cosiddetti piovaschi di “rottura” del cosiddetto anticiclone, con conseguenti altre rotture di …ritmi di vita .-

Beh,non c’è niente da fare per modificare e non c’è niente da ritoccare se non riordinarsi le idee ed immergersi nel proprio passato .-

Dunque eccomi qui, con un computer nuovo di zecca,a zig-zagare tra i miei ricordi alla ricerca di chi ,in contrasto con l’uggiosità della giornata,mi possa regalare una parentesi di tepore e provocarmi un timidissimo sorriso .-

Proviamoci…

In quel di via Tripoli,ad angolo col vicolo della Concordia,esisteva ,un paio di decenni fa  un ovattato negozio di generi di prima necessità e mercerie gestito,in modo tanto delicato quanto soft , da un signore di nome Cono, ma di casato Fiocco, inteso da tutti,per i motivi che ora vi dirò, “Fioccheddu” .-

Ciò che, in affetti,faceva ricorrere a tale vezzeggiativo,per altro esteso anche ad  omonimi,non era tanto un fisico non certo da corazziere,quanto un abbigliamento che ti “scaraventava” indietro in epoche in cui il calesse era il mezzo di trasporto più diffuso ed il decoro della persona il più valido biglietto da visita .-

Così che,poiché il buon signor Cono un  calesse neanche si sognava di averlo per via di un improbabile confronto con un animale più grande di lui,egli stesso preferiva sottoporsi alla cura di una immagine scampata ,solo per caso,all’oblio dello “struscio” di una piazza partenopea, retaggio di una sua precedente attività di sarto per uomo e per donna .- .-

Dunque,in estate,sul calar della sera, quando il dardeggiar del sole stemperava le sue ansie all’ombra della brezza benefica di mare,il signor Fiocco,indossato una candida giacca di lino,a corredo della quale un colletto di camicia faceva capolino impreziosendosi con  un nastrino di velluto,si incamminava ,lentamente,verso via Veneto dove una ospitale famiglia gli offriva una sedia ed un supporto per il suo bastoncino di bambù .-

Direte: ed allora ?

Dov’è la “genialata” per cui il personaggio era tale…?

Più che giusto !

Il fatto è che il signor Conitto,oltre ad un bianco cappello di panama,si portava dietro il resto del vestito corredato,a monte da una catena d’oro con cipolla e medagliette pendule ed a valle da un paio di ghette grigio topo con teoria di neri bottoni laterali , a copertura di scarpe intarsiate e verniciate .-

Ed anche questo,forse,non avrebbe creato il personaggio se dai suoi discorsi non si fosse materializzata la sua appartenenza, anche mentale, ad un mondo di cui ne sentiva tantissimo la nostalgia .-

Il signor Fiocco,scapolo per  vocazione,non doveva essere certamente,per la sua attività, una persona facilmente   circuibile,quindi si potrebbe nutrire il sospetto che  ciò che offriva alle orecchie degli interessati interlocutori, in fatto di scorribande dialettiche, era frutto di una mente raffinata impegnata, ad oltranza, in quell’ansia di sbalordire .-

Non era,infatti,difficile che sul suo volto dai lineamenti da bambolotto imbronciato scendesse un mesto velo di tristezza quando,per sua definizione,già in pensione,si calava nei panni dell’inerme orfanello di ambedue i genitori .-

Ora,era o ci faceva ? No,non era né ci marciava. Era soltanto una delicatissima persona che aveva  fermato il tempo di una parte del proprio “io”, sacrificandolo sull’altare di certezze ormai irrimediabilmente andate .-

Potenza di che ? Non saprei dal momento che l’uomo suscitava,per la sua accentuata esposizione, forme di spiazzamento mentale facilmente riconducibili ad incerti  parametri di vita quotidiana .-

Lasciò questo mondo nel 1970 a 72 anni d’età.-

13 ottobre 2004-10-14

Tano Raneri