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DON PETRUZZO ANTONINO

 

Muratore

 

No,non è un errore di riverenza ciò che appare nel titolo,ma un modo di salutare il signor Petruzzo il cui cognome, nell’immaginario collettivo, corrispondeva al vezzeggiativo di un più biblico Pietro .-

Da qui questo modo di omaggiare con un “don “ sfuggito alle regole della buona educazione che avrebbe voluto l’appellativo riferito al nome anziché al cognome, come nell’uso comune .-

Il signor Petruzzo ? Il prototipo di orlandino attaccato ai miei ricordi per una  sua più importante attività post bellica che mi vedeva spettatore fin troppo considerato e coccolato.-

Il mio primo impatto con don Petruzzo lo ebbi da bambino ,quando ,Lui,panettiere operaio,si produceva in assestati colpi di accetta su tronchi di legno da offrire all’attenzione di un bambino di appena sette anni perché restasse sbalordito.-E ci riusciva dal momento che ai primi rimbombi mi precipitavo,per far da spettatore, sul proscenio della sua attività di “panettiere operaio”a beneficio del forno Raneri.-

Ma più che questo suo recitare,mi attraeva quella attenzione che mi riservava,allontanandomi con insospettabile delicatezza,quanto bastava perché un legno,volteggiando, non mi facesse del male.-

Una,due ,oppure tre: tante volte quante la curiosità mi spingeva a guadagnare qualche metro a beneficio di una osservazione più,diciamo,”confidenziale” sotto lo sguardo severo di un padre,anche lui Antonino coadiutore .dell’omonimo figlio in quella specialità.-

I Petruzzo,dunque ,spaccalegna per necessità ambientale,ma  in cerca di una più consona realizzazione che non sarebbe tardata.-

Brutta vita quella del dopoguerra quando chi sentiva la responsabilità di sopravvivere non indugiava più di tanto a cercarsi un onesto lavoro

Non ricordo il Petruzzo giovane come un “castìu di Diu”,ma come una persona tenera,schiva,non molto alto, con un fascio di muscoli da sollecitare indefessamente per l’intero arco della giornata.-

Poi,trascorso il periodo critico, ora sposato,si prestò all’edilizia in fase di ricostruzione,assumendo la funzione di muratore in seconda e,qualche volta,anche di carpentiere quando i ponti erano costruiti con tavole,tavoloni e murali.-

Da adulto,poche volte incontrai il signor Petruzzo lungo i marciapiedi ed ,immancabilmente,i suoi occhi mi offrivano un fugace sorriso legato più alla educazione di non saper scegliere tra un “ciao”troppo confidenziale ed un “salve” troppo distaccato.-

Forse era anche un timido ma anche se ciò fosse  ,rappresentò e visse ,con determinazione e coraggio, un’epoca in cui gli orlandini ,si rimboccavano le maniche dando fondo ad ogni loro risorsa, anche a costo di avvilenti sacrifici personali.-

Visse i suoi ultimi giorni in quel di Certari guardando dall’alto il suo paese, sui muri del quale tanto si prodigò, crescere disordinatamente ed a dismisura.-

Morì a soli 68 anni d’età nel 1991.-

Tano Raneri (09.11.2003)

 

 

 

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