CICCIO
PAOLO MERLINO
Bidello
Fissato nella memoria del primo approccio con
un’altra realtà, i giovanissimi studenti dell’epoca lo
ricorderanno come “guardiano” dell’uscio di ciò che
,pomposamente,veniva chiamata “Scuola Media Parificata V.Gioberti”
voluta ed istituita dal compianto professore Don Rosario Longo.-
Però,anche se semplicemente una scuola e non
qualcosa in più,il rispetto per un corso scolastico,unico nel nostro
paese,quale possibile trampolino di lancio verso la prosecuzione degli
studi,procurava quella necessaria “tremarella”, con risvolti
reverenziali nei confronti di chi per primo accoglieva la nostra
trepidante attenzione .-
Lui,don Ciccio Paolo,ligio al dovere,reggeva il
mandato,seduto di traverso sull’unica anta aperta dell’ingresso
,con la sua esagerata altezza a corona della quale una canuta
capigliatura,impreziosita da abbondanti baffi,si lasciava scompigliare
dalla brezza di mare di via Colombo .-
Il suo carattere un po’ ombroso da burbero
benevolo non costituì mai remora per gli studenti che lo accettarono
come un aspetto professionale da ricambiare colla dovuta filiale
affettuosità nelle festività di Pasqua e di Natale .-
La sua ultima immagine mi viene ancora offerta
,quando,in là negli,ormai lento ed acciaccato,si trascinava
stancamente verso il nuovo Istituto dove operava una sezione
autorizzata del Ginnasio, importantissimo traguardo per gli aspiranti
liceali di quell’epoca .-
Ma,don Cicciu Paulu, com’era inteso,visse una
sua precedente esistenza a dir poco singolare.-
Congedatosi,ancora giovane dai suoi impegni
marinari e prima che la scuola lo avocasse,intraprese una serie di
particolari attività da lasciare annichilita qualsiasi fertile
fantasia .-
Erano tempi di grande carestia quando il
prodigarsi a favore di Cupido, al trotto di una bellissima giumenta
bianca trainante un calesse su cui una coppia ben nascosta da una
complice capote,coronava il sogno di una “fuitina” d’’amore
,rappresentava il nulla-osta per qualche cena un po’ meno tirata .-
Erano tempi in cui la gioia di inventarsi
“procaccia postale”verso Naso nella qualità di contitolare della
benemerita “Ditta Merlino e F.llo”,trasportatori e gestori di
quell’unica giumenta, onore e vanto delle famiglia,procurava
,si,qualche bella soddisfazione ma anche qualche “piliu” in più
per la scarsa comprensione della cavalla restia ad ogni forma di
solidarietà .-
E si inventò anche aiuto fornaio con mercede in
natura;venditore di pesce porta a porta in conto commissione e
“dulcis (,ma non)in…fundo” ,anche gestore di una fiorente
tabaccheria in quel di via Duca di Genova .-
E chissà quante altre cose ebbe a fare quando un
gruppetto di soldati americani con jeep,dimenticati da commilitoni in
frenesia di conquiste,si accampò a venti metri della sua abitazione
,restandovi per mesi,mesi e mesi .-
Insomma la storia di un uomo dai risvolti
avventurosi che non avrebbe avuto remore,se ancora vivente,ad
affermare,riportandosi indietro alla sua giovinezza,che
“quelli,si,che erano tempi” !
E’ deceduto ad 86 anni,nel 1962.-
Tano Raneri (13.12.2003)
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