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LE VIE DEL SIGNORE...

Era, ormai, l'ennesimo torpedone di "orlandini", fermo alla sbarra ed in attesa di essere introdotto negli inferi, con un conducente poco proclive ad accordare benefici ai suoi lamentosi passeggeri. Così che, mentre i noti "dottori della misericordia", avvocati Giuseppe Sinistro e Leonardo Caffè, cercavano, con ogni mezzo, di sottrargli anche un solo reo-confesso, a qualche cielo di distanza si vivevano ore febbrili.

Il Signor Salvatore (chiamato in tal modo per via di una Sua antica storia), volendo far onore a questo Suo appellativo, si dava un gran da fare perché, finalmente, si ponesse un freno a questa incessante diaspora verso luoghi troppo saturi di "animali" presenze.

Era fin troppo chiaro che non si poteva, ancora, restare con le mani in mano, dovendo, in qualche maniera porvi rimedio, pena un sonoro rimbrotto del Padre da cui, secoli prima, aveva avuto affidato il "protettorato terrestre". In prima linea, quindi, anche il buon Pietro, Suo segretario, incaricato di "schermare" i curriculum di questa nuova "infornata" di tirrenici, mentre Lui, Salvatore, inforcate le Sue "presbiteree" lenti, chiedeva, telefonicamente, lumi ad un Genitore piuttosto scocciato.

Era, appena, trascorso qualche minuto quando al bronzeo portone, malgrado un cartello ne facesse divieto, si udirono, distintamente, tre colpi.

Pietro alzò appena il mento, ma si rituffò subito nella lettura fino a quando altri tre colpi non interruppero il suo inderogabile impegno. Questa volta anche il Capo sospese la sua (lettura), penetrando, come una saetta, gli occhi del suo devoto segretario che "bofonchiò" contro il suo rappresentante in terra e la sua mania dell' "Anno Santo". Ma non ebbero neppure il tempo di proferir verbo che il rito delle tre volte si compì col simultaneo, inaspettato apparire della candida mamma Maria.

La sorpresa fu tanta giacché, in precedenza, la buona Donna solo una volta aveva disturbato il Figlio sul lavoro per una ragazza, di nome Maddalena, salita, poi, agli onori celesti per via di una certa "pietra". L'incontro fu breve, ma intensamente pieno di Spirito, tanto chela Madre non ebbe nemmeno bisogno di dire alcunché. Ciò nonostante, poiché il fedele Pietro navigata su altra lunghezza d'onda, per una questione di educazione, fu messo al corrente del problema tanto caro a Lei e ad una miriade di altre fedeli diocesane. Ricevuta assicurazione di sollecito adempimento, la bella Signora guadagnò l'uscio scomparendo tra mille lucenti stelle, mentre il segretario prendeva nota a beneficio di un Dirigente fin troppo distratto. Erano trascorse non più di alcune migliaia di "Poste di Rosario", quando nel sovraccarico ufficio del "Figlio del Padre" si udirono, distintamente, tre colpi seguiti a breve da altri tre e da altri tre ancora, per via della Trinità. La porta si spalancò come d'incanto e la Mamma non perse tempo a perorare la solita causa a beneficio di quel tale, pastore delle pecorelle smarrite di una comunità marinara tanto laboriosa ,quanto alacre. Quella volta qualcosa si mosse!

Intanto si cercò di capire se il vituperato "montone" con annesso cappello nero e qualche confortevole auto fossero gravi indizi per quell'esodo, quindi si presero in esame altri secondari aspetti frettolosamente archiviati con luoghi comuni di divina tolleranza e si decise di chiedere consiglio al presbiterio pattese (!?). Per primo si pensò di interpellare il brevilineo Ignazio, mandatario di zona, ma non ci fu verso di trovarlo neanche a S. Agata M., sua nuova dependance. Si optò per il suo vicario, il paladino, ma la cosa fu accantonata per solidali, giustificabili motivi.

Si scartò anche l'idea dei pastori delle vicine greggi, Mulo e Trischello, per troppo, sospetto, trasporto verso la cattedrale.

Di padre Angelico, cappuccino, uomo retto e giusto, si preferirono preghiere con indulgenze plenarie tanto necessarie in quel particolare contesto, così che la scelta cadde sulle Suore del Bell'Amore che visse "lo spazio di un mattino" poiché, giustamente, non ne parve il caso. Infine, il pensiero andò a tale Soreja Pauloska, ufficiale polacco al soldo dell'Unione Sovietica, qui, sotto mentite spoglie, su incarico di Papajo Woitijo, funzionario  di partito, ma si soprassedette.

A quel punto, per via del così detto "buco nell'acqua", la pratica finì sotto un calamaio e lì abbandonata per "incompatibilita' ambientale".

Ma non vi restò a lungo perché qualche "tredicina" dopo, compiuto il rito  delle Tre Volte, la Madonna, inopinatamente, pronunziò, a chiare lettere il fatidico nome.

E lì vi fu la prova generale del Giudizio Universale!

I cieli piovvero dall'alto, le nubi mandarono il santo, ma ciò non bastò a placare l'ira del Figlio che, lanciati i preziosi "bifocali" sulla scrivania, spalancando le braccia, sconsolato, gridò: "Mamma, ma pure tu!"

Non se ne capì bene, da quelle parti, il significato, ma c'è qualche sacra aureola sicura che in tanto candore, il tenero pudore di un angelico viso fu visto come il rosso tramonto di un tiepido giorno autunnale.

Correva, ora, l'anno del Signore 2000 quando nella bottega del sarto, sulla destra di chi da le spalle al Vaticano, qualcuno provava qualcosa. Il colore dell'abito era inconfondibile. La ricercata eleganza non poteva che appartenergli.

Si. Era proprio Lui, Victor, che, nell'indossare il suo nuovo abito, non disdegnava di buttare un furtivo, disinteressato (?) sguardo su quello in prova di un neo-cardinale.

(e, che Dio mi perdoni) Natale,1998                                              Tano Raneri

Un anomalo omaggio al mio amato Parroco a cui auguro, unitamente a quanti si riconosceranno in questo "delirio", che il rinnovarsi del rito della Natività sia foriero di durature grazie per la prosecuzione, ai livelli che il Signore vorrà, del loro preziosissimo apostolato.

 

 

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