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LA
TREDICESIMA
Un altro giorno,senza storia,stava
per spegnersi in un palazzone bruno di un quartiere periferico di
una città del profondo sud.-
Al quinto piano senza ascensore, il
signor Sperandio, inserviente del catasto con funzione di Vice
Usciere e divisa a sue spese, stava scorrendo il giornale lasciato
in ufficio dal capo;
la signora Nilde , provetta "intramuscolatrice"
in uno stabile fin troppo in salute, preparava una frugale
cena per digerire meglio;
la figlia più piccola, frutto di
un errore di calcolo, intesa "ciuschitta", era da una
compagnetta di giochi;
l'altra figlia, di nome Eleonora,
in omaggio ad una nota attrice,era in compagnia del fidanzato,
figlio del Vice Capo del di lei padre.-
Il televisore acceso si proponeva
all'attenzione di spettatori distratti, quando la pubblicità
natalizia destò l'interesse dei coniugi.-
Il discorso cadde, fatalmente,
sulla "tredicesima" mensilità e sul modo opportuno di
investirla: di sacrificarla,ossia, in tasse, indumenti, vettovaglie,
ecc. poichè la ghiotta occasione si verificava solo e solamente una
volta l'anno.-
Carta e penna per testimoni, si
cominciò a stilare una lista di priorità in cui i tributi erano al
primo posto ed il nuovo cappello d'usciere con fregio dorato, da
anni, all'ultimo.- In mezzo:scarpette e fasciacollo per la bambina,
pelliccia ecologica e capi intimi per la ragazza (non si sa mai),
paltò con colletto sintetico per la signora.-
E sulla scia di questi "atti
dovuti", come enfaticamente li chiamava il signor Sperandio,
burocrate perfetto, si apprestavano a concludere il dì.-
Improvvisamente , lo sbattere
deciso dell'uscio e l'entrata saltellante della bambina che
annunciava la festa di compleanno dell'amichetta di un piano più
sotto.-
Piccolo smarrimento dei genitori
che vi supplirono con immediatezza e classe convenendo sulla
necessità che anche la piccola avesse una propria "vita di
relazione" per una crescita psicologicamente sana e scevra da
condizionamenti sociali ed economici ( del padre).-
Fu deciso, dunque che il regalino
doveva essere congruo, ma mai esagerato, per non
"apparire" piuttosto di "essere".-
Fu operato un piccolo intervento
sulla previsione di spesa, dando in sacrificio il "berretto con
fregio dorato" e preferenza ad un grande magazzino "dove
le cose costano meno e sono migliori".-
Con la coscienza dei giusti, ora
soddisfatti, i coniugi si scambiarono un dolcissimo sguardo a
suggello della loro perfetta sintonia ed armoniosa unione .-
Era,ormai, "l'ora che volge al
desio", quando rincasò Eleonora, ragazzona "tutta suo
padre", la quale, intuendo i progetti, tuonò perentoria:
"che nessuno pensi di ripetermi la Pasqua !"
Ed il discorso fu subito
chiaro:bisognava che le strenne per il futuro genero e per i
consuoceri, stante il loro livello sociale,fossero consoni, adeguati
e pertinenti.-
Questa volta, però, si riprese
carta e penna poichè la richiesta, ritenuta in carattere
anche con i principi paterni, provocava notevoli aggiustamenti.-
La madre,dunque, in omaggio a
questa grande visione di intenti, decise di dare in olocausto
la sua speranza in un nuovo paltò con colletto sintetico e
ciuschitta il suo fasciacollo.-
La calma era tornata in famiglia e
la cosa accettata come inesorabile volontà del fato,
quando...quando dall'uscio socchiuso si annunciava una visita.-
Erano i due ragazzi del palazzone
che avevano deciso di unire i loro destini, dopo aver unito i
loro...cuori ed al più presto.-
Nessuna poteva immaginare l'entità
della catastrofe, perchè niente lasciava presagire una così veloce
evoluzione.delle cose.-
La ragazza, dopo i
convenevoli, aprì la borsetta e, con fare pudico, fece scivolare
sul tavolo una inequivocabile busta dai bordi dorati, dal colore di
panna, dall'enorme grandezza.
Un imbarazzante silenzio scese nel
tinello.La madre diede di mestolo in padella , il padre divenne
paonazzo, la ragazza gonfiò d'invidia e la piccola esultò
d'entusiasmo .-
Appena il tempo di uscire dei
"colombi" che il signor Sperandio si catapultò in bagno e
rimesse, la signora Gilda si lasciò cadere a gambe aperte
sulla sedia e la figlia imprecò contro la mala sorte per averle
assegnato un ragazzone "troppo timido e per bene".-
E tutti vissero infelici e
scontenti .-
Tano Raneri (12.12.96)
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