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IL
GHERIGLIO
Questa è una storia come tante
altre, nell’inesauribile campionario degli approcci amorosi, che
hanno permesso la continuazione della specie umana, fino ai nostri
giorni .-
Anche i personaggi, in omaggio a questo assioma, dunque, che li
vuole posizionati nel tempo, ma indistinguibili nell’ aspetto,
frutto di pura fantasia,ripetono, per larghi tratti, la problematica
sociale dell’amore inteso come comunione di sentimenti, ma, anche,
come fusione di…interessi
Correva un anno di qualche decennio fa quando i destini di :
-un padre, commerciante di animali vivi, tutto lavoro;
-una madre con baffo mal rimosso e cultura serial-popolare RAI;
-una figlia unica, dalle lussureggianti forme, finta ingenua;
-un giovane scanzonato, scapolo per vocazione, vitellone di buona
famiglia
si incontrarono sul palcoscenico della vita a “singolar tenzone”
per quel problema, proveniente dalla notte dei tempi e,
fortunatamente, mai risolto.-
Il ragazzo, essendosi scontrato con le fattezze della ragazza
sull’ardente sabbia di un ameno arenile, ne fu talmente rapito da
dare fondo ai destini della sua vita ,con un asfissiante interesse
verso colei eletta ad unico scopo da perseguire .-
Questa nobile intenzione, se lasciava indifferente il padre, poco
proclive a differenze tra uomini ed animali, cozzava violentemente
contro le finte aspirazioni della madre che, per stimolare
l’orgoglio della controparte,divulgava false informazioni del
tipo: “Piccamadora un giovani pretendi a me figlia,ma su po’
livari da testa !”
La sola, combattuta tra un “SI” ed il millantato volere della
madre, era la ignara ragazza che, nel sentirsi chiamare
“gheriglina mia”si infiammava di passione propendendo per un
libero, immediato ed incontrastato corso della…natura .-
Le cose, dunque,andarono come era inevitabile che andassero.-
Il pretendente venne ammesso alla corte, sotto stretta osservanza
per evitare dannosissimi rischi, stante la sua non certo
incoraggiante fama di “sciupa femmine” locale.-
Unica dilazione permessa: languidi sguardi , mani nelle mani, e
qualche frase amorosa che si concludeva, immancabilmente, con la
fatidica , indecifrabile dolce espressione .-
Cosa, però, volesse dire “gheriglina” era un segreto ben
custodito dal ragazzo, non potendo per pudore e rispetto agli
onnipresenti anziani riferirsi alla noce ed al suo proverbio .-
Ma, l’arcano divenne sempre più ingombrante, stante la ritrosia
del suo autore, tanto che la famiglia disquisì opportunamente in
lungo e largo sul merito .-
-Per il padre, poteva trattarsi del nome di una giovane vitellina da
latte;
-per la madre, poteva essere un volatile esotico dalle calde e
morbide piume;
-per la figlia , il turbinio di tante irrefrenabili sensazioni, come
un cavallo dalla criniera al vento, cavalcato a pelo da una
amazzone; una solitaria isola dalla lussureggiante vegetazione;un
aliante librato nell’aria; un aquilone appeso al suo cielo; un’
altalena dondolante ; un gelato al limone;
una bevanda esotica, eccetera,eccetera, eccetera.-
E la ragazza non si sarebbe riavuta dal suo raptus descrittivo, se
il suo sguardo non avesse incrociato gli esterrefatti, spalancati
occhi del padre che, intendendosene di animali, conosceva
perfettamente gli istinti soffocati dell’uomo.-
Si concordò,quindi, in quella sede che la …pera era ,ormai,
matura e che l’acclarata ingenuità della figlia poteva ben essere
messa alla prova in un futuro molto prossimo.-
Si fissò il giorno del matrimonio, lasciando, ma ancora per poco,
che i compressi desideri della nubenda, si abbattessero,
inesorabili, solo sulle gode del fidanzato, con poderosi pizzichi e
leccaginose sbavate.-
Si stilò una lista di graditi invitati e si fece in modo che tutto
filasse liscio, in armonia e senza intralci di alcun genere.-
Ma fu lì, negli approcci preliminari della prima notte di nozze,
quando si sentì chiamare “sorcino mio”, che il neo sposo ebbe
chiara ed inequivocabile certezza che moglie ingenua e suocera
apostata avevano ordito un complotto a suo danno, per giusta causa.-
E tutti vissero felici e contenti.-
Tano Raneri (13.5.1997)
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