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FANTASTICANDO
(ovvero,SuperEnalotto
e …dintorni)
Non ditemelo perché non ci credo !
Non esiste,non può esistere al mondo persona
incapace di assumere le ali della fantasia e con quelle scorrazzare
in lungo ed in largo nell’universo dei propri desideri .-
Desideri a volte semplici,delicati,fragili che
al cospetto della cruda realtà diventano ,spesso,facile preda di
limiti non solo caratteriali .-
Dunque,sognare ad occhi aperti aiuta a liberare
la nostra follia dal tanto che ci opprime ,spingendoci “più
avanti del caldo del sole,sull’ultima stella lassù”…
Infatti,c’è che si affida ai suoi voli per
risolvere problemi di ordinaria…indecenza;c’è chi consegna a
macabre “soluzioni finali” il suo più scomodo nemico e c’è,perfino,chi
con le sue picchiate annulla problemi di cassa, con grande
giovamento per il suo sistema neuro-vegetativo .-
Un mio ex collega d’ufficio,in appena 90 Km
di autostrada,fantasticando in compagnia della moglie,aveva vinto la
“Lotteria Italia”,spendendo e spandendo fino a rimanere con
qualche miliardo di debiti ;
un altro,per una eterea vincita al
SuperEnalotto,era precipitato,invece,assieme alla signora,in una
sorta di esasperata,benefica esaltazione con sudorazione per
agitazione psico-motoria incontenibile .-
E dopo che la bolla si è rotta ?
Ma cosa importa…!
Intanto ,per qualche tempo hai assaporato il
piacere di essere fuori dal tuo tunnel, non avendo dato
niente,e,come è nelle regole del gioco,non avendo ricevuto nulla .-
In due,dunque,si sogna meglio perché si ha il
coraggio del “testimone”,cioè di quella sorta di spudoratezza
nel coinvolgere chi teneramente indulge a condividere con te la
voglia di evadere da questo mondo
di niente .-
Ed allora ?
Voliamo pure,voliamo bene,voliamo sempre,ma
senza soluzioni di ripiego perché non c’è posto nella gioia del
niente di surrogati di comodo .-
Permettetevi che l’ “estremo” vi sia
compagno di avventura,di spensieratezza,di liberazione
lasciando,opportunamente,in pace i Santi del Paradiso, i bisogni
delle vostre Parrocchie e le promesse di donazioni…perché in
questo caso il discorso sarebbe ben altro…-
Tano Raneri
(24.02.2000)
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