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DAL
VANGELO SECONDO MONASTRA
Mentre giù, a
Capo d’Orlando, fervevano i preparativi occulti per le formazioni
delle liste amministrative, su nel cielo la vita, pardon, il
trapasso scorreva secondo i “canoni” normali, salvo qualche
defezione passeggera che gli umani catalogavano a favore di
se stessi (età media) .-
La verità,
tuttavia, era un’altra e cioè che il Padreterno continuava a
riceversi il tributo di anime ,ma
per evitare il sovraffollamento, confortava gli uomini con
qualche anno di permanenza, concedendo,
contemporaneamente,più di un angelo alle Sue schiere,. per un
agognato equilibrio demografico .-
Diuturno
scorrimento, dunque, di lunghissime file di anime che ordinatamente
ed in rigoroso silenzio, vestite in tunica bianca, si presentavano
al cospetto di Dio per essere assegnati ai reparti di appartenenza
.-
Ma un giorno
si sentì un frastuono tale lungo quel sottile corridoio di
candide nuvole da interrompere le operazioni di controllo e
punzonatura delle vite sinistrate
: era il solito Nino Monastra che, eludendo il ragazzo
dell’ascensore, era giunto,ancora una volta, in maglietta e
calzoncini, dalle parti
dell’Onnipotente.-
Questa volta, però,
non fu chiamato il Picchetto d’Onore, l’ Arcangelo Gabriele non
sguainò la Sua spada e neanche l’addetto al Celeste Portone si
preoccupò più di tanto, resi tolleranti, ormai, dai noti amorevoli
propositi del buon Nino, loro ottima conoscenza .-
Ciò
nonostante,fu informato San Pietro che, corrucciando la fronte,
mormorò tra se e se “
chistu s’insignò a strada”
e posò il citofono.-
Il fido Apostolo
fu introdotto alla Corte del Padre ed avvicinatosi al Suo ( del
Padre) orecchio riferì di qualcosa che lo mandò fuori dalla
SUA Grazia Divina .-
Ancora oggi non
si sa se quei sommovimenti del nuovo millennio furono dovuti alla
insofferenza celeste o se le alluvioni avessero avuto origini da uno
schizzo di beata saliva:
sta di fatto che la luce eterna s’oscurò ed i bifocali di LUI
raggiunsero il limite dell’universo .-
Ma, essendo che,
secondo una popolare credenza, nostro Padre celeste deve essere
tollerante con i figli (che siamo noi), si ricompose, tiro fuori dal
cassetto un ricambio farmaceutico, l’inforcò, si posizionò col
“topo” sul video e decretò: che fosse ammesso al Suo eterno cospetto!
Bisogna, per una
più pertinente conoscenza del caso, chiarire che il signor Nino
Monastra non era un defunto, anzi appariva
talmente vivo e vegeto da saltare da nuvoletta a nuvoletta
per eludere la sorveglianza degli alati
cherubini, solo che si era dato l’incarico di vegliare su
tutti gli indifesi del Suo paese, spargendo sale a piene mani sugli
ingiusti, sui disonesti, sui prevaricatori, sugli approfittatori
(a suo personalissimo giudizio).-
Questo ultimo,
approccio con l’Onnipresente, in effetti, fu alquanto improntato a cordialità .-
LUI si alzò, gli
si fece incontro, si concesse
ad un sorriso di circostanza, invitò il buon Nino a sedersi e fece
per accendersi un sigaro ( disse poi, per alimentare l’Etna)
quando si accorse della cosa: il Monastra, difensore dei deboli e
degli oppressi, si era seduto sulla Sua sedia, ossia sulla sedia di
LUI…-
L’imbarazzo fu
grande tanto che, ancora oggi, sul quotidiano “Il Regno
Celeste”, edito dalle Edizioni Paoline, non manca qualche salace
accenno alla storia .-
Ristabilita la
gerarchia ed offerto un po’ di nettare divino, fu data la parola
al gradito ospite che così si espresse:
“”Abbiamo il
“libero arbitrio” giù sulla terra, ma tutto quello che
decidiamo è già stato previsto dal Progetto Divino . Possiamo
scegliere , solo a volerlo, il bene ed il male, ma tanto nulla
cambierà per
l’umanità, per l’universo.- Tu ci indichi una via, una missione
che possiamo accettare o rifiutare- a nostro rischio e pericolo, ma,
in entrambi i casi,tutto è deciso ed allora dove sta la nostra
libertà ?””Ahhhh…
Immedesimandosi
nelle argomentazioni dell’umano ritenute giuste pure da Pietro
originario da quelle parti, il Padre Celeste, assicurò il Suo
interessamento e gli offrì, per quando sarà, un posto, in via del
tutto eccezionale , in purgatorio di alcuni millenni con
l’attenuante della buona fede e… porse la mano per salutare.-
Non l’avesse
mai fatto.
Il terreno
declamando ad alta voce richiamò il Colloquiante ad una più
stretta osservanza delle norme del vivere divino, diede fiate ai due
mantici, si drizzò in piedi e parea volesse ricorrere a vie di
fatto, adducento a
pretesto:
“”Siamo
condannati a vita…siamo condannati a morte…siamo condannato
all’eternità !
E perché ?
…Come ?…Con quale diritto, senza che noi l’abbia voluto e
neanche mai saputo ?
Dovrei essere
grato a Te, Dio; per questo che… in un infinito gesto d’amore mi
donerai un giorno ?””
“”Ma chi Ti
ha chiesto niente: mi hai dato in regalo la vita e pretendi qualcosa
in cambio ?
Anzi, non solo
pretendi ma sei pronto anche a
punire se rimarrai deluso !””
Ma chi credi di
essere ?”
“Va bene ,
disse Dio”, che non vedeva di consumare quattro triglie fresche,
fresche provenienti dalle Eolie, mi hai convinto:”In fin dei conti
va premiato il tuo altruismo ed è ,quindi, giusto che a fronte di
ciò, quando sarà, ti sia assegnato un adeguato posto in Paradiso e
fece per accomiatarsi …quando il cielo tremò, le nuvole divennero
plumbee e sulla terra “Orione
,declinando, imperversò…”
E fu
qui che lo stesso Pietro
temendo per l’incolumità del Principale
si rivolse al Figlio,assiso
alla destra del Padre, chiedendo: “Vossia u vidi a so patri
putativo, ah…” ed ottenutane risposta affermativa
, fu ordinato un comodo trono a due posti.-
E
Dio vide che era cosa buona e giusta
(e sarvamentu ‘i regnu).-
Tano Raneri
(8.11.2002)
Le considerazioni
espresse all’interno di doppie virgolette(””) sono state
tratte da “La forza del coraggio” di Nino Monastra .( pubblicato
su Capodorlandolineforum) cui è dedicato il presente fantasioso
…paradosso .-
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