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…CI CONSENTA…

(la nostra quasi mostra)

 

Ebbene si,…avvocato,lo ammettiamo,non siamo riusciti a contenere l’istinto di una partecipazione  travagliata per una rappresentanza  comunale presente ad un evento che stava  adagiandosi, rumorosamente, nell’androne di Palazzo Europa.-

Un desiderio incontenibile,avvocato, di fronte al moltiplicarsi di casse e cassette,di scatole e scatolette,di vociante festoso fervore  ad opera di un coriaceo “Comitato Mostra”, veramente tenace a…tirare le cuoia.-

Sarebbe stato giusto,avvocato ?

Anzi,sarebbe stato perdonabile che  le più osannate menti del Palazzo e dintorni,in nome di una millantata “araba fenice” , si immergessero nel  fragrante bagno di importanti policrome presenze, al profumato aroma di in un  buon bicchiere di verdicchio ?

Era sopportabile che il buon Mimmo ,si ritagliasse la sua buona fetta partecipativa, offrendo ,per primo, la sorpresa dell’uovo per il compiacimento dei soliti….noti ?

Ci consenta,avvocato, di rappresentarle tutto il nostro dolore per tanta indelicata negligenza.-

Noi crediamo che, oggigiorno,un depresso e sconsiderato uso della propria “dottrina” ,spiaccicata su visi derelitti di municipale stirpe, “Figli di un Dio Minore”,avrebbe sortito un tale effetto risarcitivo che solo Ella ,da bravo penalista,potrebbe quantificare.-

Correva quell’anno di grazia  1982, quando fu deciso  che  un unanime anelito di giustizia non potesse “defungere” (apprezzi il neologismo) sugli spalancati ed assenti occhi impiegatizi, restituendo la lesa dignità ad un grigio ed anonimo ufficio anagrafico.-

L’intesa fu immediata e la rivalsa una dolce bevanda da consumare a piccoli sorsi ,con spietato calcolo e sadico piacere.-I

Dunque,fu preso un Carrello,anzi no, si prese la via della flagrante partecipazione alla Mostra ,evitando che l’uso al degrado si scontrasse colla  prescelta sete di rivincita e …ci calammo,novelli carbonari, nell’abissale luce di polverosi scantinati.-

Si cercò qualcosa che ci desse un’idea geniale ,naufragando,miseramente ,in un  pressappochismo ignobile,finché un oggetto non accese la nostra tenue lampadina:…eccola là la preda !

Recuperata una cornice lignea,reperto senza foto di un probabile ventennale dignitario,si passò a vie di fatto,con l’operare un collage da lasciare di stucco perfino il “refrigerioso gelato” di casa nostra.-

“Più la guardo e più mi sembra bella”:disse, con Deamicisiano trasporto, e dal suo “Cono” debordò una dolcissima goccia di ottima gianduia…

Si aspettò perché la “vinilica” facesse il suo corso e,col favore del silenzioso volgere di una alacre giornata di proficuo lavoro,si pensò che “il dado fosse tratto”,affondandola in una cassa pronta a traslare.-

La mattina dopo, l’insonnia della notte aveva lasciato il segno ed anche il quadro aveva lasciato l’androne, verso la sua giusta apoteosi.-

Ormai,il tredicesimo rintocco del giorno dopo ammorbidiva la voglia di casa,quando fu deciso di curare i nostri artistici interessi, nel dirimpettaio austero plesso scolastico.-

E là ebbimo (che faccio,lo lascio ?) la nostra grande delusione: ..”poffarbacco,…l’opera non era stata capita!!! “

Relegata in un tetro, cimiteriale stanzino, fu definita escremento da un notabile, addetto ai lavori, incapace,ahimè, di interpretare il celato e sofferto silenzio di due delusi aspiranti artisti naif.-

Altre quattro,in verità, giacevano nel loculo,ma solo una,di soppiatto,raggiunse una sala e vi si adagiò,discretamente,su un trespolo, in attesa del giusto epilogo che…,purtroppo,non avvenne.-

 

Riprese,qualche tempo dopo,il trambusto nell’androne quando,ah…eccola là,ritorna  la nostra  negletta “opera omnia”,circondata da qualificate teste di circostanza.-

Tubi o no tubi…? Era il dilemma…! Come restituire una “cosa” assicurata ,ma anonima ?

A chi recapitarla ?

 

Anche lì un dito blasfemo affondò nel panico degli addetti ai lavori, quale ultima rivincita per chi si vide ulteriormente relegato verso la propria mediocrità.-

La cornice interpretò   la sua “danza del cigno” tra corridoi ed angusti angoli, ancora per mesi,restituendosi,poi,come era giusto che fosse,a quell’abissale luce di un polveroso scantinato, da cui era stata esumata.-

Fine di una storia che ha rappresentato,con un pò di fantasia,un semplice ed innocuo  personale ritocco ad un ripetitivo e noioso quotidiano lavorativo.-

04 febbraio 2010

 

                                                                                               Tano Raneri

 

Ovviamente,dedicata all’Avv.Antillo,emerito Sindaco e Presidente della Mostra di Pittura,negli anni 80 ed al mio fraterno amico Cono Carrello, preziosissimo compagno di lavoro e di vita.-