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 WOOD

(una storia vera)

C’era una volta…

Il magico inizio delle favole che ancora oggi ci proietta verso gli estesi prati della nostra fanciullezza, quando  realtà e sogno si rincorrevano in oniriche visioni di fate incantate;

C’era una volta…

La nostra fanciullezza con i suoi giocattoli inventati, le sue voglie nascoste,  i suoi bisogni archiviati;.-

C’era una volta…

In un’ amena borgata della verdeggiante provincia del Missury, una casetta, (affogata tra maestosi alberi di ulivi, dirimpetto al mare ed a un arcipelago in esso disteso da farlo sembrare un verdeggiante ,placido lago), si specchiava nei dolci e grandi occhi dei suoi occupanti.-

In quella casetta, papà Saty Collovechion , assieme alla figlia, coccolava la dolce sposa in attesa di dare alla luce un bel desiderato  maschione alto e forte come lui , sognando ad occhi aperti.-

“Di questo figlio”- diceva il padre- ne farò un ingegnere”,la mamma –intervenendo- “che sia sano”, diceva, mentre la sorellina propendeva per la medicina.-

Intanto, correva il novembre di un anno del Signore…!

Nell’attesa di riceversi  questo atteso dono, mamma Gracy ricamava il corredino ed assieme alla figlioletta tesseva  racconti sul futuro arrivo di colui che doveva illuminare la loro vita.-

E come sempre, anche allora, le congetture sul sesso di questo angioletto erano pane quotidiano.-Per la sorellina, poteva essere un’altra femminuccia che l’aiutasse a giocare nelle lunghe estati calde  , per la madre, non v’era alcun dubbio, era un maschio: una nuova colonna da affidare alla benedizione del Signore perché crescesse buono,bravo e laborioso come il paziente papà.-

Intanto Lui, il marito, sollecitato dalla venuta di un nuovo pargolo, si dava da fare a più non posso, a bordo di un enorme trattore,per rimuovere frane , per .riassettare stradine , vicoli e colline di quella verdeggiante contrada che come sangue scorreva nella sua mente e nel suo cuore.-

Una tempra  di uomo Saty, forte come i suoi bicipidi, gaio come le sue scorribande chiassose,vivacemente protagonista con le sue curiose scoperte.-

E venne il giorno del parto.-

La puerperà  trasportata in quel di Petty, presso l’Ospedale B. Romey, adagiata per il grande evento che doveva stravolgere le abitudini della sua famiglia, pazientemente aspettava.-

Ed il tempo si compì, ma Lui, Wood, come familiarmente cominciò subito a chiamarlo la giovane madre,non voleva saperne di venire alla luce, preferendo il dolce tepore del grembo materno.-

Per Lui,Wood,figlio del padre dalle idee geniali,il nascere era semplicemente una perdita di tempo ed un passaggio troppo, ma troppo angusto tra gli anfratti sentimentali di questa scombussolata terra organizzata da una pseudo democrazia e per giunta …cristiana.-

Neanche il “main” della “section” riuscì a convincerlo che ci sarebbe stata tra qualche tempo una rivoluzione gentile e che ognuno sarebbe stato libero di scrivere liberamente male di tutti.-

Ma Wood era fin troppo fermo nei suoi propositi: nascere ? Neanche per idea.-

 

I giorni, dunque, trascorrevano tutti uguali e monotoni, guando …, quando una geniale mossa del padre, ispirato dalla terza nottata di sedia , diede la stura alla soluzione del problema: lo sventolio di una caramella mou da quelle parti, convinse il refrattario nuovo cittadino italiano a desistere dallo sciopero.-

Sceso a patti e raccolte le sue cose, il piccolo Wood, decise  alle 6,30 dell’11 novembre che fosse giunta l’ora di presentarsi al cospetto del codice fiscale.-

Ma non fu facile, adattarvisi !.

Non appena si vide a testa in giù per la rituale prima manata (della vita) nel sedere, diede di piglio ad un grido talmente forte e violento che rimbombò in tutto l’ospedale, scese in strada si diresse verso la Piazza e li, esausto, si dilatò, avvolgendo il monumento ai caduti.-

Tutta Petty si svegliò, ma, saputo dell’evento, si riaddormentò quasi subito, paca per  aver avuto il privilegio di dare i natali ad una piccola peste.-

C’erano tutti, quella mattina, nel reparto ,tranne il cappellano,la  cui assenza non fu mai più perdonata dall’infante.-

Poi crebbe, frequentò le sue scuole, diventò professionista, si invaghì di  una Piro-tecnica Laurea-ta di Gyarry che impalmò il 23 marzo di un anno giusto, alle ore 11,15, in un grande Chiesa dove ancora oggi ,l’adulto Wood, si reca nei giorni di grande afa.-

E tutti vissero felici e contenti.-

Tano Raneri

 

Dedicato a Gaetano Collovà nato a Patti il 24.11.1962

Geometra- residente a Giarre. Già cittadino di Scafa ed

oggi mio amico.- (spesudonimo i  Forum Wood

 

 

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