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L’IMPONDERABILE

Una storia vera

 

L’esistenza di ognuno di noi è un percorso ad ostacoli in cui il nostro senso comune si scontra,spesso,con l’imponderabile,cioè con quelle imprevedibili conseguenze di illogici quanto incontrollabili sovvertimenti di scontate conclusioni .-

Tuttavia,non sempre la responsabilità della non realizzazione dei nostri disegni può essere addebitata al caso poiché,sovente,chi ci impedisce di vivere i nostri programmi è proprio il “prossimo tuo”,ignaro,magari,di esserne stato involontario artefice .-

Ed il campo delle tue contrarietà è infinito,come è infinito  il tuo modo di rapportarti agli esseri che ti circondano, spaziando dalle più comuni,alle più sofisticate progettualità,quasi fossero disegni inalienabili del destino .-

Sei un cittadino modello,accettando la stangata per una moneta unica europea ?Ebbene oggi rischi la beffa dell’”eurotassa” (ndr.:un balzello di qualche anno fa),senza altro beneficio che vederti rimandato a chissà quando .-

Eppure i conti tornano,ma non la disponibilità degli altri .-

Ma tornano davvero ?

Oppure là,dove comincia il tuo credere in un universo perfetto,ti ritrovi a volare appeso ad… “una stella cadente”,con tutte le tue certezze ?

Non c’è,dunque,previsione alcuna che,affidata ad un calcolo umano,possa offrire un risultato matematicamente certo;neanche nelle cose più semplici ,costretto come sei,a riscriverle per banalissimi quanto atroci contrattempi .-

Può accadere,infatti,che…

 

Era un tardo e tiepido pomeriggio di un giorno di inizio primavera,nella camera da letto di un signorile appartamento di questa cittadina .-

La gentile padrona di casa,già pronta in elegante abito bleu a pois bianchi.adagiava sul letto il “gessato” del marito ,valente avvocato,che tanto lo snelliva .-

Il professionista,invece,era intento a mettere i calzini con qualche affanno,per una incipiente pinguedine,mal tollerata dalla amata figlia .-

Finita l’operazione ,si apprestava ad indossare il suo vestito quando,con disappunto,vide che solo per una delle due gambe c’era posto nei pantaloni .-

Preso da atroce presentimento,poiché le intuizioni era pane quotidiano,si tuffò a pesce sulla giacca che gli rimase appesa agli avambracci,buffamente piegati all’indietro .-

La signora, intanto,udito il trambusto,si precipitò in direzione del marito,lasciandosi cadere su una poltrona,mentre la figlia,portandosi le mani alle gote,gridò:”Dio mio,papà si ingrassato di nuovo” !

Bastò,però,qualche attimo perché moglie e figlia si rendessero conto che c’era una “pacifica” guerra da combattere. .-

Dunque,rimessisi dalla sorpresa e valutata la cosa,la coppia,vestito sottobraccio,si diresse verso l’esercizio di pulitura a secco per riceversi le più ampie scuse,ma non il prezioso indumento di cui,da mesi,vittima di involontario scambio,se ne erano perse le tracce .-

Rientrati con l’estraneo in casa,lo si analizzò per bene,si risalì al negozio e quindi al sicuro detentore abusivo del loro amato capo,convinti,come erano che “chi veste ca robba d’autri ,prestu si spoglia “ .-

Vestito in borsa da boutique,quindi,risposto con cura,questa volta da solo ,l’avvocato,persona conosciutissima,si ebbe una calorosa accoglienza in casa altrui,con i dovuti ringraziamenti per la restituzione del “gessato”,i sensi della più viva riconoscenza per conto dell’assente marito ed una tazza di thè…

Ma, del vestito ,di cui,timidamente,ne era stata richiesta la resa,neanche l’ombra,essendo stato trasformato,tra l’imbarazzo generale, in una “fresca” gonna per la figlia ed una giacca “mezzotempo”per la robusta taglia della signora .-

 

Fine della storia vera,presa a prestito da un caro amico,per esporre un teorema che tale non è perché,in fin dei conti,non sono neanche certo che la mia dimostrazione sia esente da attacchi di imponderabilità .-

Tano Raneri (13.02.1997)

 

 

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