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L’EPA

 

Se ne stava,satolla,su una panchina dei giardini pubblici,un’epa,beandosi delle sue rotondità,all’insaputa del suo titolare intento a concedersi il meritato “chilo” .-

Cosa ci può essere di più bello nella vita,si diceva,se non stare lì col “piloro” aperto a riceversi tutto ciò che Dio manda ,purtroppo,solo ad intervalli ed a gonfiarti di pienezza ed inebrianti dolcezze ?

In fondo, cosa mai è la vita se non un “apostrofo rosa” tra le parole “tutti a tavola” ?

Non è forse in quei momenti che l’uomo si sente al centro di quell’universo intero che condivide,esprimendo la sua partecipazione a ciò che lo circonda con partecipato entusiasmo ?

Su ,siamo ragionevoli…perché tanta avversione !

Mangia l’universo perché io ne faccio parte…;gode,l’universo perché io ne godo e quando sarà il momento ,oscurerò questo universo ,oscurando me stesso .-

Dubbi ,…ma quando mai!

Si ha solo il dovere di partecipare al bellissimo gioco dell’essere come si può , senza crearsi problemi,senza inventarsi stereotipi,senza procurarsi regole di vita .-

Chi non s’ingozza,peste lo colga !

E mentre si beava nell’immaginare la posizione dei vari cibi ricevutisi qualche ora prima,qualcuno,da quelle parti, non ne sopportò più l’arroganza ,intervenendo di brutto .-

Vedi mio caro amico,disse l’interlocutore,tu hai ragione quando ti senti al centro del “creato”,ma non ti rendi conto quanto questo,per noi umani,sia effimero e passeggero e quanto lo sia di più quando ogni organo lavora a limite di regime .-

Perché,vedi,se si blocca una parte del tutto,sia pure la più piccola,non è quest’ultima solamente a soccombere, ma è con essa che va a farsi friggere il tutto, con buona pace dell’”immenso”,dove i conti tornano sempre .-

Era il fegato che,ormai scocciato di fare continuamente straordinari, si concedeva a poche graffianti considerazioni, ponendo la mano sulla coliciste ,serbatoio,ormai slargato,di una bile fatalmente sempre più in croce .-

Io non mi riconosco più,diceva quest’ultimo organo ridotto ad uno straccetto .-

A furia di immagazzinare senza una rimescolare,mi ritrovo con calcoli talmente grossi da sentirmi una cava di pietra .-

E noi,allora,unendosi al coro,dissero reni e vescica, non abbiamo il diritto di abbassare la guardia,di tanto in tanto, per darci una ricaricatina ?

Si,si,tutte cose sacrosante,ma sapete chi porta indefessamente in giro voi tutti ?

C’è da andare in bagno e noi ci siamo;c’è da andare a pranzo e noi ci siamo;c’è da andare di fretta e noi ci siamo,ma cosa credete che noi siamo fatti d’acciaio,dissero le gambe.-

Nel mentre ognuno rivendicava la sua parte a spese dell’opulenza,tra una sistole ed una diastole,da qualche parte si sentì un cavernoso sinistro ridacchiare…!

Era trascorsa appena qualche ora o giù di lì,quando sulla stessa panchina poggiò i glutei un umano in fase di recupero .-

Era uno di quelli che normalmente corrono  zigzagando nei parchi, nei giorni di festa, coperti da tute da sballo .-

Pant,pant,pant…,il diaframma premeva convulsamente sulle viscere per il rigonfiarsi dei polmoni in debito di ossigeno, mentre il povero stomaco, aggrappato, alle pareti del sacco tentava in tutti i modi un decente equilibrio .-

Ma non ebbe neanche il tempo di riaversi che l’epa bofonchiò:

mmiiiilla ,ma sai che neanche ti avevo riconosciuto ?

E per forza,rispose il nuovo arrivato,in questo mio “mondo” in cui si mangia poco,si dorme poco,si corre troppo,,si fa dieta vuoi dirmi tu che cosa sono venuto a fare ?

Guarda come mi sono ridotto !

C’è differenza tra me ed una vescichetta ?

 E che dirti dei miei colleghi ormai ridotti al lumicino a beneficio dei Signori Muscoli ?

“Mala tempora currunt”,mio caro amico ,perché è meglio che i nostri umani se ne facciano una ragione: “ogni eccesso e sinonimo di… recesso”.-

Altro che,ma, a proposito,chi ha inventato questo assioma ?

Chi vuoi che sia stato: il solito,quello che ci sta creando tutti questi problemi…-

Tano Raneri  (18.012004)

 

Dedicato al mio ottimo maestro mediale

Alessandro Smiriglia da Galati M.no.-

 

 

 

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