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LA MIA PRIMA DELUSIONE

(una storia vera)

 

Nei primi anni quaranta,anzi nel 1944,in quel di via Tripoli,dove oggi c’è una officina per motocicli, vi era una piccola aula ,nella quale frequentai la terza elementare,ovviamente ,maschile.-Attigua alla mini “fucina”,un’altra aula occupata da una quarta elementare,oggi Sala per Signore Carrello;sul retro,prospiciente il mio luogo di “accoglienza”,una quinta elementare e,dietro a Ciccio Carrello ,un vano con mezza porta,destinato a deposito e palestra .-

Deus ex machina nell’universo elementare un tale maestro,di nome Italiano (pseudonimo),dalla spiccata tendenza all’organizzazione e,forse,anche alla prevaricazione .-

Era da lui che,in verità, scaturivano le varie iniziative ludiche,qualche parvenza di programmazione scolastica,qualche timido accenno ad una riorganizzazione post-bellica, con buona pace dei colleghi che vedevano la cosa come una graditissima liberazione .-

Caratteristica rilevante di questo educatore il suo dondolarsi,alla Lubrano,lo statuario corpo su cui troneggiava una testona riccioluta da cui scaturiva una cavernosa voce da dittatore,ed un sorriso che offriva una “panoramica” dell’intero apparato dentale .-

Altro attributo, non secondario,il suo provenire da un capoluogo di provincia con una famiglia al seguito ed una moglie ,anch’ella insegnante,che sbalordì l’intera comunità ,dando alla luce due gemelli, con altrettanto sbalorditivo (per quei tempi)fiocco azzurro al portone .-

Infine,una situazione scolastico-ambientale deprimente con nepotismo per i “pargoli” dei professionisti,poi per i ”figli” dei commercianti ,ma mai per i derelitti “scampoli” degli artigiani e pescatori relegati, sistematicamente, agli ultimi banchi .-

Fu attorno al gennaio di quell’anno che quest’uomo,irruppe nella nostra scuola per prelevare le intere due classi da destinare ad una selezione con cui formare un gruppo di trenta coristi per una rivista scolastica offerta alla cittadinanza .-

Le prove cominciarono e fu subito falcidia.-

Per primi furono eliminati gli “scalzi”,poi gli indisponibili,poi gli stonati per ottenere, dopo ripetutissime performance, il numero desiderato:tre file da dieci su righe da tre .-

Altri giorni ed altre prove ad inorgoglire i nostri genitori,non senza qualche difficoltà per una richiesta camicia rossa da indossare quale garibaldino destinato a rinverdirne le gesta (il mio bisnonno fu tale) .-

Altre verifiche,ed altre ancora finché il numero si assottigliò di tre, poi di sei e,quindi, di otto .-

Ora solo ventidue alunni, muniti di rossi,variegati  indumenti ,erano sopravvissuti alle intransigenti disposizioni del …professore .-

Ma,siccome tre per sette non fa ventidue,il sedicente ins. Italiano scoprì, a qualche giorno dalla recita, che un “muto” (per aver subodorato l’inghippo)bambino,ultimo di una fila per tre col resto di uno,fosse il responsabile di “insopportabili” improvvise stonature .-

Una manona ,serrando il mio avambraccio,mi diresse verso la sgangherata porta e là spinto fuori assieme alle mie proteste per l’ ingiustizia subita,ancorché bambino, capii di essere stato sacrificato sull’altare di un perfezionismo becero e meschino .-

Se la rappresentazione riuscì non mi fu dato sapere perché ,scolaro o no,bisognava pagare ed io, con mio padre, rifiutai l’ultima beffa .-

Rividi,volentieri, l’Italiano una ventina di anni fa .-Mi abbracciò,mi strinse al petto con trasporto,mi baciò ed in quel momento mi resi conto che,spesso, la perfidia è frutto di circostanze e non figlia di deliberata e gratuita cattiveria .-

Spesso,ma…non sempre…-

Altre delusioni ?

 Ma, come no !

Tante,tantissime e ben più cocenti,ma ,grazie a quella esperienza, ho imparato a prevenirle o,quanto meno, a sopravviverci , tanto…la vita continua -

Tano Raneri (29.01.2004)