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L’ANGELO CUSTODE E…LA VITA…

 

Sulla definizione del nostro vissuto non basterebbe un fiume di parole da che,a memoria d’uomo, il percorso,più che una disinvolta passeggiata è da accostare ad una gara campestre ad ostacoli.-

Qualcuno ,un po’ deluso,l’ha apostrofato una “ciofeca”,qualche altro,fatalista, l’ha definito un “giro di valzer”,altri,ancora,profondamente motivati, un dono da vivere serenamente senza sussulti e senza pretese.-

Del resto, la vita non è nostra,ci è stata solo assegnata per restituirla al Giudice Supremo nelle migliori condizioni d’uso,pena il precipizio in voragini incandescenti da far impallidire un forno siderurgico pugliese.-

Tuttavia,non tutto dipende dall’imballaggio né dai nastrini colorati,quando l’imponderabilità di accadimenti, né liberi,né arbitrari, ci scagionano da responsabilità oggettive,rimandandoci dritti,dritti al più prossimo rappresentante in loco del divino universale committente.-

Ed il nostro Angelo Custode diventa,leggi sul consumo alla mano,il nostro diretto referente per un dono che,in fin dei conti,nessuno ha mai preteso di riceversi.-

In un pomeriggio di Natale di molti anni fa,al Circolo Aurora,mentre soccombevo,una mia scala reale,venne a diverbio con un poker di kappa ed un full d’assi,contemporaneamente.-

Una circostanza che può essere attribuita solo ad un disegno sovrannaturale,ma fu merito d’altri ?

Al gioco tutto è routine,tutto è recidivante,ma nella vita i percorsi obbligati abbondano.-

Nel nostro vivere si puo’ essere vincenti per proprie capacità,ma se si è perdenti per vocazione, il tuo percorso puo’ essere sorretto solo da chi ti dà una mano cullandoti,per un tratto, in amorevoli braccia(prendo a prestito).-

Un mio cognato medico soleva ripetere :”viviamo per caso” dando alla cosa una spiegazione poco scientifica,ma molto attendibile che vi risparmio.-

Io,invece,senza ricorrere ad espressioni lapidarie,posso assicurarvi che…c’è una stella per te da qualche parte nell’Universo.-

 

“Quel giorno la mia meta indiscutibile era il Viale delle Scienze del capoluogo per il ritiro  di due pergamene di urgente necessità,ma il folletto maligno ci aveva messo lo zampino.-

I treni erano in sciopero.-

Non rinunciai all’impresa, fidando nelle regole del gioco che volevano la salvaguardia delle categorie più a rischio e mi congedai da casa.-

Però,un camionista, in debito di informazioni, mi rimescolò le carte, mentre il folletto maligno mi offriva, su un piatto d’argento, la mia estrema speranza già in movimento.-

Imprecai contro tutti e contro me stesso e,come potevo,trovai la forza per chiedere “se,per caso…” …ed “il per caso” si verificò a distanza di pochi minuti.-

Adagiai i miei pensieri su un sedile,mentre raggiungevo Palermo .-

Appena fuori dalla stazione, un angelo metropolitano,mi sorresse le voglie,offrendomi un pullman in partenza per l’Università e dintorni.-

Salgo negli uffici,poi mi indirizzano altrove,quindi mi fanno scendere ed in fila ,dopo ripetuti “per favore,ritorni tra dieci giorni”,divento spettatore di una lite furibonda tra il funzionario ed un neo medico in credito di pergamena.-

Per un attimo disperai,ma quando mi sorrise un po’complessato,capii che ,nelle vesti dell’archivista c’era ora il mio dolcissimo angelo.- Il buonuomo rinunciò alla delega,si offrì per il versamento necessario, mi consegnò un tubo con le due pergamene e mi congedò tra mille convenevoli.-

Involucro in mano,mi fiondo fuori alla portata di un sant’uomo in divisa d’autista (Lui,l’angelo) che mi regala uno strappo sul suo pullman diretto proprio (da Montelepre) alla Stazione.-

Mi precipito, tra i treni in sosta, a tiro di conduttore (sempre Lui) che mi da la dritta: un supplemento rapido o l’intero biglietto fino allo stretto.-

Opto per il massimo della pena,ma qualcuno non volle ed il treno aspettò.-

Il folletto maligno bigliettaio tramò contro il disegno divino,ma l’angioletto,sotto le sembianze di un ispettore ebbe ragione del minuscolo omino.-

Pensavo ad una chance perduta quando il capotreno (ancora Lui) mi sollecitava il passo.-

Partito alle 7 del mattino,alle 14 raccontavo la mia storia in casa.-

A distanza di tanto tempo,un atroce dubbio continua ad attanagliarmi la mente: voi credete che…avrei potuto osare di più….?!?

Non mi dite che non è vero:gli Angeli Custodi esistono solo che ,molto spesso,sono un po’ distratti dal tirarci fuori da problemi più importanti.-

24 gennaio 2007-01-24

Tano Raneri