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“I
PROMESSI SPOSI”
La chiesetta,restituita agli antichi splendori
per la grande circostanza,era posta sul poggio,al di sotto del quale
si stendeva,degradando pigro,un paesetto di media collina,martoriato
dall’espatrio .-
L’occasione ? Il matrimonio di Giovanna,una
giovane della borgata conosciuta da tutti perché a tutti note le
vicissitudini e le ansie che avevano preceduto la giusta “convolazione”.-
Ma,ormai,non c’era più di che recriminare
quanto,piuttosto,di calarsi in quella particolare atmosfera creata
anche da una nutrita presenza di invitati con nugoli di bambini
,vocianti, in gran festa .-
Mister Joseph,in là negli anni,presente con la
consorte,asciugava qualche furtiva lagrima,ricordando i suoi tempi
andati quando impalmò la giovane sposa in quella stessa
chiesetta,con lo stesso calore ed il medesimo fervore .-
E gli piaceva accomunare alla sua storia quella
del suo diletto figlio,nato in quel paesino e ad esso strappato nel
fiore della giovinezza,ma non prima di aver impegnato il suo tenero
cuore per sempre .-
Ora che era lì,col fardello di tutti i suoi
ricordi,l’americano, richiamava alla mente i tristi tempi dei
primi anni da emigrati quando tutta la famiglia fu impegnata a
rendere un tributo di fede,accettando ogni sorta di umile lavoro che
desse certezza di una dignitosa sopravvivenza .-
Poi le cose cambiarono e Carmelino,in ossequio
al suo antico giuramento d’amore ed alla promessa del suo
definitivo ritorno in patria,cominciò ad aggiungere sacrifici a
sacrifici acquistando quella casa che ora avrebbe ospitato i sogni
della dolce sposa .-
La fine,come Dio voleva,di tante ansie, di
tanti affanni,di tante fatiche
!
Quante volte la fredda nebbia di
“Broccolino” inghiottì l’acerbo giovane per restituirlo col
calar delle tenebre, poteva dirlo solamente la madre ,eppure nessuno
osò infrapporsi tra l’unico figlio e la realizzazione del suo
“sogno italiano”,neanche quando sottraeva ore al riposo per
inviare alla sua Giovanna missive di fervido amore .-
Quante lettere !
Quanti andirivieni del postino e quante corse
lungo il sentiero verso di lui,per abbreviarne l’attesa…-
Tanti,tantissimi,troppi…!
Evviva gli sposi !!!
Gridò qualcuno e fu una selva di abbracci e
baci,di manciate di riso e di petali di fiori…ma fu,anche,il tempo
di restituirsi alla irreversibile realtà .-
Mister Joseph,dalla tasca del suo vestito
d’epoca,trasse un fazzoletto che passò più volte sul viso a
cancellare ogni traccia di commozione .-
Si ricompose,drizzò la sua lunga ed asciutta
schiena come poteva,passò le mani tra i pochi capelli albini,si
toccò il prominente naso e,appoggiandosi alla attempata affranta
moglie,con dignitoso andare,si diresse verso i novelli sposi .-
Abbracciò,con grande trasporto Giovanna,per
loro emblema di speranza nelle desolanti e fredde sere di Brooklyn,a
cui consegnò in regalo la donazione della casa,quindi strinse la
mano al postino nella sua fiammante divisa con berretto,che non
resse lo sguardo severo di un padre “espropriato” .-
Tano Raneri (12.06.1997)
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