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IL FEDIFRAGO

 

L’atmosfera era greve da quelle parti ,in quell’ultimo giorno di settembre …-

Aleggiava,infatti, nel divino aere una certa quale curiosità verso una persona che,in rotta con qualsiasi canone , aveva osato dar fondo ad una sorta di sublimazione dell’ “amore” da rendere approssimative finanche le raccomandazioni delle “alte sfere celesti” .-

In “estrema ratio”,ora ciò che più interessava era capire se la radicalizzazione del nobile concetto fosse stata assunta dal fedifrago “pro domo sua” o se, a furia di parlarne, si fosse procurato nell’ “umano” un errato senso di liberalizzazione per un prodotto da acquistare, comunemente, senza presentazione di “ricetta” .-

 

“Nel nome del Figlio, dello Spirito e Mio personale”, si introduca l’imputato,disse, con voce gutturale, il Presidente .-

 

Era assiso alla destra del Padre suo Figlio ed alla Sua sinistra un nugolo di anime puritane, scampate, solo per caso, alle epurazioni della Santa Inquisizione Spagnola per un estremismo di senso opposto a ciò che,con qualche aggiustamento,poteva intendersi .-

La presenza del volto rubicondo del neo trapassato,tuttavia, su cui un sorriso disarmante incideva sull’animo dei più retrivi come i chiodi di un maniscalco, fu salutato dalla foltissima schiera di anime pure con un grande e fragoroso applauso che neanche l’arrivo di San Pietro ,a suo tempo,fece registrare .-

Ed, in effetti ,ciò che doveva mostrarsi, nell’immaginario collettivo,chissà sotto quali fattezze,si offriva, ora, con un aspetto accattivante e candido da apparire sormontato da una luminosa ed innocente aureola .-

Silenzio !, -bofonchiò il Padreterno.- La parola alla Difesa .-

Qualcuno alla destra del Padre si schiarì la voce,si aggiustò le carte,risvoltò la tunica sui polsi e,con evidente imbarazzo, inizio a parlare .-

“Sua Eccellenza Divinissima, sarò breve”.-

Ella sa come la filosofia del nostro Credo sia stata improntata,per Sua concessione,all’”amore scambievole” dove il comune senso apparisse come un sentimento da porre al disopra di ogni rivalsa tra esseri che,per insita natura,mercificano ogni loro intendimento .-

Sa anche che Ella stessa ha tanto amato l’uomo da inviare me medesimo in suo soccorso in un mondo così deviato da necessitare di un radicale rinnovamento .-

Ora,Divinissimo Padre,al Vostro cospetto ecco “UNO” che del trasporto per i suoi simili ne ha fatto una meta,una religione,un preciso scopo; che ha amato tanto da portarne, con fierezza , lungo le irte strade del pressappochismo di maniera, una testimonianza chiara ed inequivocabile di un sentimento al limite del sacrificio .-

Prova di tanto coraggio la presenza di tante innocenti anime che lui stesso volle ,senza remora alcuna,offrire al sostenimento della Nostra causa, su una terra angosciata dall’agnosticismo e dalla crisi di identità religiosa .-

Non è stata da sempre una nostra preoccupazione la “pecorella smarrita” ?

Il nostro peccatore contrito è stato un valente lavoratore,un uomo che gli affanni della imponderabilità degli accadimenti piegò al volere dell’evidenza,soccombendo sotto i magli di un “arbitrio” libero,si, ma ingovernabile .-

Chi non ricorda le sue tante offerte,i suoi tanti oboli, la sua mano stesa verso il bisognoso ?

Non fu Lui che, con animo nobile, si sottopose ,puntualmente, a giugno di ogni anno, a quel “due per mille”, offrendolo di buon grado al Vostro Corpo Mistico,la Santa Madre Chiesa ?

E quel suo offrirsi ,in ogni circostanza,perché in nome Vostro fosse un pegno per una umanità tanto disinvolta ?

L’imputato,signor Presidente,ha avuto, in vita, il suo calvario, appena,appena mitigato dal grande e smisurato amore da elargire a piene mani ed è giusto,dunque,che ora viva la meritata pace celeste .-

Il fragore di un ulteriore applauso si diffuse per tutta la volta ,rimbombò tra le galassie dell’universo,discese in terra come corde di violino vibranti e si frantumò sull’aspetto compassionevole e beneaugurate del Padre Nostro che aspirava ad un “processo” canonico certo,ma anche caritatevole .-

 

Dalla sinistra del Padre,una voce cracchiante,però, ruppe il silenzio .-

Era il rappresentante degli inquisitori,i “benpensanti” di carriera, che ,affondando le unghiacce del suo pregiudizio nelle carni dell’ultima preda, si esibiva in uno sproloquio a sfondo falsamente morale .-

Traspariva dall’intervento di questa anima pelosa una sorta di rabbia frammista ad invidia per non aver saputo dare,ma neanche ricevere, preferendo, ad un leale “mea culpa”, il nascondimento tra gli anfratti di una coscienza divoratrice di luoghi comuni,di frasi, sconsolatamente, fatte .-

 

“Va bene –disse costei-possiamo ammettere che fu un padre amorevole a fronte di un coniuge un po’…distratto;che mai chiese sapendo di non ottenere ; che si è rivissuto nella pace del corpo e dello spirito;che la carne è debole, ma vuoi mettere” ?

 

Non finirono di rintronare nell’aula queste parole che qualcosa richiamò l’attenzione degli astanti .-

Era il “reo” che,gonfiando a dismisura le giugulari,paonazzo per la bile accumulata,esplose all’indirizzo della Beata Corte, così esprimendosi :

 

“Mi sia consentita la locuzione …

non si fa in tempo a tirare le cuoia che subito,come nelle più bieche delle situazioni terrestri,”ti tirano le pietre “ .-

Un’ analisi che ha come obiettivo l’avvilimento di una situazione che di per se ha procurato non poche ansietà a chi ne è stato il cosciente o involontario strumento non è sopportabile,non è giusta e neppure accettabile “.-

“La vita,cari miei,è un vortice che ti avvinghia,ti seduce,ti coinvolge,ti illude perfino, per poi “risputarti” con le sue regole di “bon ton” inventate da chi preferisce eludere, ancorché affrontare e capire .-“.-

“Cosa potrebbe un umano se non aggrapparsi alla mano più prossima, nel tragico istante del naufragio della barca dei suoi sogni,senza lo straccio di una “chance” resurrezionale” ?

“Troppo facile immaginare che il percorso dell’itinerario esistenziale possa essere affidato a rigide norme, ad un binario,cioè, da percorrere senza alcuna immaginazione od inventiva “.-

“Sono,dunque,colpevole o sono, invece, innocente ?

 No,signori della corte,io fui semplicemente un uomo che ha vissuto tutte le passioni,tutte le ansie,tutte le tribolazione di un essere umano costretto a sopportare,a gioire ed a soccombere com’è nella natura delle cose caduche ed effimere del nostro misero mondo “.-

Non fece in tempo a tirare il respiro ,che il Padre Celeste,poggiando amorevolmente i bifocali sulla scrivania ed accarezzandosi la barba,diede fondo a tutta la sua misericordia ,dicendo:

Mi avete convinto,caro amico e per questo vi assolvo da questo peccato “per non aver commesso il fatto” ( e vide che “era cosa buona e giusta”) .-

A quel punto tutte le trombe del cielo intonarono il “Te Deum”e fu un tripudio di abbracci e baci,di sorrisi e gioia,di giustizia e perdono …

…e che Dio assolva anche me per aver osato oltre il consentito,dando la stura a tutta la mia blasfema pochezza .-

Tano Raneri (27 maggio 2004)