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IL
FALSO IPOCONDRIACO
Nell’attonita sala d’aspetto di un
ambulatorio medico,in un piccolo centro del sud,il signor Sistiabene,uomo
dai lunghi bassettoni grigi,dai baffi imbionditi dal perenne
“toscano” e dalla inconfondibile coppola alla
francese,imperversava,spudoratamente,sugli astanti .-
Era quello il suo palcoscenico preferito perché
era là che trovava,sempre,una moltitudine di persone in attesa di
chiamata,particolarmente sensibili alle sue elucubrazioni .-
C’erano,per la verità,altri luoghi deputati
alle sue “caratteristiche”,come le lunghe file all’Ufficio
Postale,all’Esattoria o nelle Banche,ma,in questi, luoghi non
sempre il suo stratagemma sortiva l’effetto sperato .-
A nulla valevano le raccomandazioni dei
familiari,gli inviti del Sindaco e della Giunta,gli interventi delle
forze dell’ordine perchè il signor Sistiabene ,limitasse il
ricorso al ben noto artifizio,tanto,Lui,imperterrito,affondava
ugualmente i suoi fendenti nelle viscere delle altrui debolezze
,risalendo ,così,interminabili code .-
Così che,solo lui e lui solo,era il portatore
sano di un numero tanto enorme di malanni,tra cui alcuni
infettivi,che un malato terminale,al suo cospetto,poteva solo
impallidire .-
Il suo apparato respiratorio,infatti,era un
colabrodo racchiuso tra pareti in procinto di sfaldarsi;quello
digerente aveva un numero talmente alto di inconvenienti da
richiedere l’intervento di un meccanico;quell’altro,poi,non
rientrava più nella logica della sua appartenenza alle necessità
della vita .-
Insomma,il poveretto,secondo lui,si trascinava,
stancamente,tra artrosi,scoliosi,nevralgie,reumatismi et similia,lungo
l’incerta via del suo raccontarsi,alla ricerca di vittime da
sacrificare sull’altare delle sue false esigenze .-
Ed ora era lì,in quella saletta,con tanti
occhi solidali,ma,anche,con un sostituto del medico di base,con buon
intuito, che non apprezzava granchè il suo declamare .-
Il signor Sistiabene,però,dopo qualche momento
di silenzio,riprovava a stimolare la coscienza dei
presenti,enumerando i suoi disastri,ma provocando,pure,il nuovo
immancabile intervento del
sostituto medico della mutua per ricondurlo al rispetto delle altrui
necessità .-
Come si dice,però,”il lupo perde il pelo ma
non il vizio” e così l’improvvisato,recidivo oratore si
riproponeva in una ultima performance tale da obbligare
il sanitario ad un intervento risolutivo,avendo le idee molto
chiare sulla esatta diagnosi dell’infermo .-
Chiesto,dunque,il permesso agli
astanti,introdusse in ambulatorio il falso ipocondriaco che aveva
gongolato prima del tempo .-
Al primo approccio con il suo carnefice,il
malcapitato si dichiarò
subito un “ammalato pentito”,richiedendo la semplice
trascrizione di una ricetta di routine .-
Ma il medico,persona piccola e feroce,non volle
saperne più di tanto,sottoponendolo ad una minuziosissima visita
che ebbe esiti che definire devastanti risultò quasi un eufemismo
.-
Dall’auscultazione del torace fu
rilevato,infatti,la presenza di un rantolo da accertare con
radiografia;la tiroide,inaspettatamente nodulosa,abbisognava di una
ecografia;il cuore,aritmico,richiedeva telecuore ed ecocardiografia
;l’apparato digerente radiografia e tutto ciò che poteva essere
analizzato in fatto di reni,fegato,sangue ed urine fu ordinato .-
Ma di ricette manco a parlarne .-
Il signor Sistiabene sbiancò in viso,reclamò
la sua buona cera ,giurò sulla testa di sua figlia,invocò a
testimone l’anima benedetta di sua moglie,ma non ebbe clemenza.-
Tiratisi su i pantaloni,sconsolato,chiese del
perché di tanta improvvisa catastrofe ,ma in risposta si ebbe solo
un noto proverbio:mio caro amico,infierendo ancora ,disse il
medico,”passata a cinquantina un mali pi matina”.-
Non si ebbe,poi,notizia della conclusione della
storia,ma c’è chi giura che il signor Sistiabene,data la
paura,decise di guarire ed in gran fretta.-
E si può esserne certi che sia finita così
perché ,come è risaputo,raccontare frottole può rompere un
equilibrio,ma raccontare, continuamente,di malanni inventati,può
rompere i….-
Tano Raneri
(17.041997)
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