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05.01.03        GIORNALE DI SICILIA     Anno 137/50

"FRANCUS FACCIA A FACCIA CON ENZUS: DIALOGHIAMO"

La comunità era al gran completo, o ,comunque, ciò che rimaneva di una lotta senza quartiere in cui, onorevolmente, erano caduti tutti i decani delle famiglie della coalizione.-Decisero, quindi, di riunirsi in una capace tana per discuterne approfonditamente, ma senza astio, senza rancore perché la controparte sapesse che "chi ha avuto, ha avuto, ha avuto e chi ha dato, ha dato, ha dato" e su quelle ceneri far sorgere una nuova pacifica coesistenza.

La famiglia Francus de Spaticchias, topi, per lo più, di origine nordica, fatto un imparziale sorteggio, decise di mandare "l'estratto a sorte" a parlamentare con Enzus Venezuelanus, il gatto di casa, ma non senza aver preso le dovute precauzioni.

Quindi, fu deciso che il primo approccio dovesse essere in video conferenze, per scoraggiare eventuali istinti felini, sempre poco graditi, ancorché del tutto indesiderati. Attraverso un cavernoso condotto della zoccolatura, lo fecero sapere al gatto che non ci vide più dalla gioia, pregustando un "tete-a-tete" tenero e gustoso, ma, suo malgrado, dovette aderire, strategicamente, ad un approccio a distanza, a condizione che in video ci fosse anche il cane,Ciccius l’ Americanus, della vicina. Contattato, tosto, il fedele amico dell'uomo, dopo qualche resistenza si ebbe la sua adesione e si decise per il giorno dopo. Il pendolo aveva appena suonato nove colpi che dai tre video comparvero i tre personaggi che esordirono con una mielosa educazione di circostanza da far rivoltare tutti i topi e i gatti caduti nell'adempimento del proprio dovere. Prese la parola Ninix Sottilis, topo-designato, che dando fondo a tutte le sue conoscenze scientifiche, parlò di geni e cromosomi e del loro casuale rimescolamento che avrebbe potuto scambiare i destini dei dialoganti, invocando una duratura pace. Fece eco il gatto Enzus Venezuelanus il quale, invocando a sua giustificazione una ereditarietà condizionante, si disse pentito e disponibile alla sottoscrizione di un trattato che chiarisse la sua adesione..., però a titolo personale.

Infine, abbaiò, sonnacchioso,Ciccius l’Americanus, il cane, col suo aderire a condizione che il suo territorio fosse "Off-Limits" per tutti i dialoganti ivi compresa Lauratus Bifilettis , nonché per i loro discendenti, ascendenti ed affini in ogni ordine e grado, pena la rottura a vista del trattato.

Raggiunto, così, un accordo di massima e ponendo a suggello la loro parola d'onore, decisero di rivedersi nel pomeriggio della successiva domenica, a pancia piena, per scongiurare indesiderabili istinti.

Intanto in casa Francus de Spaticchias la gioia era alle stelle, tanto che si diede fondo ad ogni tipo di "riserva" poiché, tra qualche giorno appena, mantenerne ancora non avrebbe avuto più senso. Fu deciso, alla fine dell'immancabile brindisi, che a sottoscrivere l'accordo fosse il nonno Ninix Sottilis, topo forte e coriaceo, in onore alla memoria della sposa, sepolta nella pancia della controparte.

Era ferragosto, tutt' attorno era silenzio e deserto, mentre il sole picchiava forte e l'ambiente era ideale per dar corso al patto per vivere una nuova realtà.

Ma, ahimè, non fu udito lo scuotersi delle cento armature nel “Cavallo del…PAC”, non vibrarono i baffi dell'affamato felino e non si vide, neppure, l'ombra del cane Ciccius l’Americanus, diabolicamente dirottato in altro sito.

Cosicché, non appena il vecchio topo abbassò la testa per leggere, la zampa anteriore del gatto si erse, si armò di aguzzi

artigli e si abbattè, inesorabile, sul collo del  povero Spaticchias che, prima di saziare il traditore, raccomandò,

con quanta voce aveva in gola, che: "fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio"!

 E continuarono a volersi bene, come prima.

Tano Raneri

 

 

 

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