| DOLCE MALINCONIA
L'ambiente caldo, vociante, solcato da un andiriviene di
personaggi, come in un gioco antico e sempre nuovo,se da un lato ti
trasformava, dall'altro ti dava la giusta dimensione della grande
ricorrenza da vivere (Natale).-
Cosi che, chi apparecchiava, chi affondava il mestolo nella
pentola, chi si prodigava a sistemare in bella vista, assumeva
aspetti di una medesima realtà, quasi a recitare a soggetto una
scena che si tramanda dalla notte dei tempi.- E da qui quella
irrinunciabile voglia di intenso, di profondo da rendere preziosi
gesti ed attori come in ogni occasione in cui il nostro essere
naufraga in uno scenario di vita...sognata.
L'età, poi, è il sale della coscienza, quel quid che ti dà la
giusta carica, la giusta misura, ma anche quel pizzico di malinconia
non tanto per il fuggevole giorno quanto per il tuo disimpegno
mentale da ogni forma di allegra manifestazione che ti allontana dai
tuoi soliti canoni di vita.
Ma, tant' è.-
Che fuori piova,tiri vento o spenda il sole, una sola cosa ti
scuote dal di dentro: il sentire la primavera, cioè quella smania
di amare, di partecipare, di osservare;quel desiderio di scrutare,
di contemplare di aspettare il crepuscolo, silenziosamente, seduto
su una cunetta alla dolce melodia del canto di un merlo innamorato.-
Silenziosamente, certo,perchè niente turbi la sinfonia di un
giorno che muore o di un universo che nasce...sempre,...senza
soste...senza intervalli.-
Ma, mai da soli.
No, da soli mai !
Perchè la solitudine è l'annientamento di se stessi, il
ritirarsi da ogni forma di sollecitazione, l'affondare nel mare di
un'autocommiserazione senza limiti.-
Mai da soli, ma con la presenza discreta, ovattata, dolcissima di
ricordi antichi e nuovi che ti danno il conforto di un passato
sempre lì, con te, a rendere sicuro il tuo divenire o con la
presenza di appaganti esistenze in cui rifugiarti.-
La festa, dunque, è anche malinconia cioè quel dolce annullarsi
nell'atmosfera un pò speciale di un giorno diverso, del
desiderio di essere diversi dentro perchè il nuovo da vivere non
sia il vecchio vissuto , della serena conclusione di quel giorno
particolare.-
Dolce malinconia in un giorno di festa.-
Tano Raneri (9 gennaio
1997) |