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Un giorno che muore

-Un volo di gabbiani,lieve e soave,nel crepuscolo di un giorno che volge al “passato” ed il sereno spirare di una sera d’aprile;

-Un intrecciarsi di ombre sfuggenti,in un silenzio che incalza;

-Una magica notte  che ripete il suo rito tra vicoli e bagli,tra fatiche e speranze…

è l’ancestrale armonia che si avvita a se stessa…è il malinconico incanto di un giorno che muore !

Ora è un presepe di lucciole dalle imposte sprangate che si adagia,silente,in Morfeo che l’attende.-

12 novembre 2013                                Tano Raneri  

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