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GIURO SU…

Dici…:ma è mai possibile che sia esistita una tale masnada di tromboni ?

E perché no-ti rispondo-dal momento che la società è stata tutta una invenzione dei potenti.-

C’erano i succubi e in abbondanza,ma  imperversavano  i “procubi” (neologismo), i “padroni delle ferriere”.-

“Non firma perché nobile”, si poteva leggere sugli atti notarili dell’epoca buia, quando un discendente dalla casta  nobiliare dava fondo a tutta la propria albagia ,pretendendo di essere creduto sulla parola.-

E il notaio ? “U mastru è mastru e u patruni è capu-mastru”,ossia: col pane non si scherza.-

 Mi viene da pensare che una richiesta di sottolineatura ,in un’epoca così complicata, poteva,addirittura,costituire “lesa maestà”,con conseguenze,a dir poco, disastrose.-

Eppure,il giuramento era il sigillo ad un impegno da rispettare che poneva quiete tra i contraenti,anche se,i vari modi di ottenere credito pretendevano un presunto consono ceto sociale,una presunta acclarata importanza del problema e una presunta indiscussa capacità di…gabbare lo santo.-

Oggi,un neo ricco,discendente, di sbiego, da nobile stirpe, ricorrerebbe  alla pratica del giuramento, chiamando a testimonianza “il suo onore” e,in casi estremi, anche “l’onore della sua famiglia”, non rischiando oltre, per amore di… stile.-

Un commerciante di armenti,per esempio,metterebbe in discussione la sua incolumità,ponendo a pegno,un giuramento tanto articolato,quanto impegnativo,dicendo:”non avissi aviri a fortuna di turnari a casa”.-

Anche un venditore di frutta e verdura,magnificando i suoi prodotti,giurerebbe :”m’avissi a scacciare u trenu” oppure “m’avissi a succediri na disgrazia”.-

Naturalmente,i più impegnati in questo “sport” sono gli spacciatori ambulanti, coinvolti per derrate in scadenza,su parentami e quant’altro,implorando “l’anima benedetta di me patri”,presumibilmente vivo, con variante “sulla salute di me mamma”.-

In quest’ultima categoria vanno annoverati le teste di ariete,i funamboli del rischio,i motivati per eccellenza mettendo a repentaglio la gioia della paternità con “nun’avissi aviri sorta di vidiri i me figghi” o la propria integrità con “u Signori m’avissi a furminari”( o “castiari”).-

Giuramenti con meno credito fanno riferimento all’”armitta di me nonnu” o “su i me morti” dal momento che l’interlocutore spesso resta incredulo al “grido di dolore” per defunti stagionati.-

I vecchietti,di norma,scarsamente impegnati nella sensibilizzazione di contr’altari,ricorrono a scontati espedienti,giurando :”Bedda matri”, con le varianti  “bedda matritta” o “bedda matruzza”.-

“Avissi a moriri  ora oritta” non è tanto praticato,specie se l’interlocutore gode di ottima salute.-

Invece,come non credere a chi giura “m’avissi a  fari vilenu” se il contraente è seduto al tuo desco ?

Altro giuramento graffiante è “avissi a ittari u sangu di tutti i novi purtusa” dove è la particolarità della conta degli orifizi che ti fa accapponare la pelle.-

Ci sarebbe anche “mi venisse un colpo” che ha scarso effetto perché il ricorso alla lingua ufficiale scarsamente dà l’idea di una persona convincente, oltre il ragionevole dubbio.-

I giuramenti investono anche la sfera femminile e sono i più sfruttati perché coniati “sulla Madonna”,”su Gesù bambino”,sul Santo di riferimento e su genitori e fratellini.-

Anche i piccoli e i giovani giurano,i primi incrociando le dita delle due mani (indici e medi)e baciandoli da ambo i lati e i secondi con uno sbrigativo, pragmatico  “Su Dio”.-

Infine,il giuramento dei coniugi,occhi negli occhi, tanto mellifluo quanto poco affidabile: “su quanto ti vogghiu beni” che, il più delle volte,è uno escamotage per porre fine a diatribe, senza alterare la rottura di fragili…equilibri.-

Ce ne sarebbero altri tre sul significato dei quali,mi rimando alla Vostra interpretazione,apparendo poco decifrabili: “cruci e nuci”,forse,giuramento che mette dei paletti;”l’omu pa parola e u boi pi corna”,forse, a scanso di ripensamenti e “u Signori voli e a Madonna vidi” che,molto probabilmente,invoca la benedizione celeste su quanto pattuito.-

A conclusione,tirate le dovute somme e prendendo a prestito una frase di un sapiente anonimo,è il caso di dire che :”i più grandi bugiardi sono quelli che giurano di più”.-

22 aprile 2013-04-22                                                            Tano Raneri       

 

 

 
chilo di zucchero