Home   |   Personaggi   |   Racconti   |   Poesie   |   Cose così

 

 IL CREPUSCOLO DELLAVITA

 

 

Eccomi qui alla tastiera di mio PC ,come fossi al pianoforte della vita,nell’umile atteggiamento di chi ha come unica chance il ricordo per riscattarsi e risorgere ad esistenza nuova.-

Debolezza di chi affonda,giorno dopo giorno,sotto il maglio della sua età, che fa fatica ad accettarsi, ricorrendo al surrogato di un non meglio “giovanile aspetto”,cui non segue,per ovvi motivi, l’energia delle antiche risorse.-

Una mente ,dunque, che guarda a ritroso,che scruta nel suo aver avuto un vissuto, che vuole collegamenti e che,di tanto in tanto,individua a suo unico beneficio, non senza l’aiuto di qualche complice forzatura.-

Confronti perdenti,intrisi di luoghi comuni,di malinconici “ce l’hai ma non li dimostri”,di

” ma non melo dire” per cui  “è dolce naufragar in questo mare”.-

Tanti confronti,troppi riscontri.-

Uno dei tanti è recidivante, come un  ritmico ineluttabile appuntamento.-

Non c’è, occasione in cui non vengano riesumate memorie senza che il pensiero,più che ricorrere a teneri momenti di sintesi, stimoli parallelismi privi del rispettoso approccio a chi ci ha concesso di trovarci da queste parti.-

La mia non più giovane età rappresenta qualcosa ? Forse si o forse no,anzi,per scaramantica personale, quanto interessata, ideologia, mi porto a crearmi un favorevole paragone, ma tutto pro domo mea ed a mio uso e consumo.-

Mio padre, alla mia età, era già vecchio !!

Era già vecchio ? Ma agli occhi di chi ?

Di fronte ai tuoi parametri, molto interessati, a cui affidare il riscatto delle tue “ormai stanche membra” ti sostiene la presunzione che appena trent’anni fa una profonda fossa,anzi un burrone,si è infrapposto tra la tua e la vita degli altri .-Chi a monte,chi a valle.- Una contraddizione in termini,un non senso.-

La vita media si è allungata,ma Dio solo sa quanti chili di farmaci vengono introdotti nei nostri corpi perché una prostata venga riportata alla ragione,un cuore la smetta di fibrillare, un diabete di consenta una vita decente.-

Ma si chiama vivere questo ?

Non lo so.- So solo che,fortunatamente, si invecchia con tale lentezza da far apparire maturo ciò che è consegnato alla nostra storia,senza la cognizione reale della velocità del degrado.-

Dunque, “Essere o non essere” ? Non c’è dubbio,meglio restarci perché,dopo tutto,per dirla alla Benigni, “La vita è bella”.-

E la TV ha il suo bel da fare.

In questo periodo in cui l’inflazione del piccolo schermo offre prodotti per dementi,c’è sempre il sapientone di turno,il gerontologo mimetizzato a dovere,che ti propina i suoi gratuiti insegnamenti per una vecchiaia giovane.-

I cibi vengono autopticati (permettetemelo) a beneficio di una conoscenza che se produce un effetto ,immancabilmente,ne squilibria un altro.-

A detta di un nustrizionista venuto da chissà dove,più si mangia e più si dimagrisce, con l’immancabilmente acerrima contestazione del l’albino di casa nostra a cui non manca il cipiglio.-

Che non ci sia sotto una guerra tra caste ? Poveri noi, obesi forzati da perniciosa ed ,.ormai, perenne  indolenza !

Grasso è bello ?

“Ma certo”,avrebbe detto mia nonna,in un periodo in cui conciliare il pranzo con la cena era una ginnastica degna della più attrezzata palestra di oggi.-

Ora ciò è “out ,è “of limiz” a vantaggio di una età media da innalzare velocemente, senza la conta dei caduti del sabato sera,frutto indegno della nostra società dei consumi.-

Una volta si moriva di insolazione negli sterminati campi di grano, di tubercolosi contratta in tuguri angusti e malsani,di broncopolmonite presa tra le invernali rogge umide dei campi .-

Essere magro è meglio ?

Ma sicuro che lo è,se si riesce a stare entro le voglie strozzate di un pasto intriso di cose buone che fanno il gaudio della nostra pingue e mortificano il nostro aspetto.-

Ma ,mi ridomando:sarebbe vivere questo ?

Ed il nostro atavico riscatto su secoli di forzato digiuno ?

Dicono che i vecchi devono fare l’amore per sentirsi giovani, che questa pratica sarebbe il grido di speranza di chi non vuole soccombere.-

Può darsi,… ma “il c-oso chi lo mette ?”, si sarebbe chiesto un signore di altri tempi vissuto nella nostra verdeggiante piana.-

Calma,calma… ci sono i supporti per invecchiare lentamente,ci sono le pillole per una botta priva di pretese e senza inopportuni intrattenimenti,pena il collasso del “c-oso”.-

“Una sveltina e via”,che fa tanto giovanile ardore, ma che ti pulsa alle tempie per quella sferzata di “iperpressione” che irrora ogni cellula del tuo corpo, fin dalle periferiche parti.-

A fronte di ciò ,improvvisi ed inspiegabili decessi per anziani mariti immolatisi sull’altare della loro ultima performance, ad imperitura conferma del famoso detto “manco’ la fortuna,ma non il valore”.-

 

Chi si sente vecchio peste lo colga… perché la vecchiaia non esiste e la morte è un incidente di percorso.-

Così ci stanno dicendo.-

Solo un “incidente” ,certamente,ma “probatorio” quando a renderne conto sei tu, con tutti tuoi “perché”,a doverti convincere che la dama falcata non è una giovane femmina da invitare al gozzoviglio della tua desolante alcoova.-

Sei tu, al cospetto di un incredulo funzionario di banca che non sa come dirti che un mutuo ventennale è un azzardo su cui nessuno è propenso a scommette .-

Sei tu ,nel precipizio del tuo scampolo di esistenza, con tutte le tue certezze televisive ,con il Viagra che diserta i doveri d’istituto,soccombendo,anch’esso,sotto il maglio dell’altrettanto famoso detto che “il c-oso non vuole pensieri”.-

L’”ultima dea fugge i sepolcri” dice il Foscolo, certo, la speranza è l’ultima a morire,ma è meglio che si ammainino i sogni di una giovinezza senza fine perché ,è cosa risaputa che ogni età è bella se vissuta serenamente.-

Tano Raneri                            12 novembre 2007